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Lavoro, alla Calabria 40 milioni per rilanciare l’occupazione: nuova sfida per il neo presidente Occhiuto

VIDEO | Dalla Conferenza Stato Regioni il via libera alla suddivisione delle risorse che ogni Regione avrà a disposizione per attuare il programma Gol. Entro 60 giorni dovrà essere presentato un Piano

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di Claudio Labate
3 novembre 2021
21:27

Non solo sanità, ma anche politiche attive del lavoro nell’agenda del presidente della Regione Roberto Occhiuto, che proprio oggi alla Camera ha formalizzato le dimissioni da deputato per incompatibilità. Ma non ci sarà neanche il tempo per le riflessioni di rito che ci si dovrà rimboccare le maniche perchè adesso serve un progetto concreto di politiche attive del lavoro e serve anche in tempi brevi. Il decreto interministeriale firmato dal ministro del Lavoro Andrea Orlando e dell’Economia Daniele Franco, ha dato il via libera alla suddivisione delle risorse che ogni Regione avrà a disposizione per attuare il programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori.

Lavoro, per la Calabria 40 milioni di euro

In ballo, solo per questa iniziativa, ci sono 4,4 miliardi di euro e i primi 880 milioni sono stati già distribuiti alle Regioni con il Decreto interministeriale firmato il 28 settembre e ratificato dalla Conferenza Stato Regioni il 21 ottobre scorso.


Alla Calabria toccheranno 40 milioni di euro e l’obiettivo da centrare, entro la fine del 2022, è il reinserimento di 27mila persone nel mercato del lavoro.

Lavoro Calabria, il programma Gol

Il Programma Gol si inserisce nell'ambito della Missione 5, Componente 1, del Pnrr, la sezione del Piano dedicata alle politiche del lavoro, che è anche il perno dell'azione di riforma nell'ambito delle politiche attive del lavoro, che oltre a Gol prevede il varo di un Piano per le nuove competenze, il potenziamento dei centri per l'impiego e il rafforzamento del sistema duale.

Nel dettaglio, sono previsti cinque percorsi in funzione della occupabilità: reinserimento lavorativo; aggiornamento (upskilling), riqualificazione (reskilling), lavoro e inclusione, ricollocazione collettiva (in caso di crisi aziendali).

Il compito di monitorare l’attuazione dei Piani regionali che mettono in pratica questi cinque percorsi è affidato all’Anpal (Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro) che vigilerà sulla tempestività, efficacia e correttezza nell’esecuzione.

Le Regioni avranno un tempo massimo di 60 giorni per presentare un Piano seguendo le linee guida diffuse proprio dall’Anpal che comunque entro 30 giorni dal ricevimento dello stesso che valuterà la coerenza con il Piano nazionale e lo approverà. Solo a quel punto le Regioni riceveranno il 75% delle risorse loro assegnate. Mentre il restante 25% verrà riconosciuto solo quando sarà rendicontato l’impiego di almeno metà delle risorse assegnate.

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