L'esponente della segreteria regionale di Forza Italia analizza la legge di bilancio tra agevolazioni fiscali, pensioni e tagli alla scuola: «Il Parlamento corregga la rotta e renda strutturali le misure per le famiglie»
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La legge di bilancio 2027-2029 presenta luci e ombre, tra interventi a sostegno delle famiglie, nuove risorse per la sanità e il Mezzogiorno e misure che rischiano di penalizzare pensionati, scuola e pubblica amministrazione. A evidenziarlo è Antonello Talerico, avvocato e componente della segreteria regionale di Forza Italia, che interviene sul disegno di legge bollinato e trasmesso al Parlamento, sottolineando la necessità di apportare alcune correzioni durante l'iter parlamentare.
«È un testo che le Camere possono ancora modificare anche in modo significativo: va quindi letto come la proposta del Governo. Proprio per questo conviene esaminarlo adesso, prima che il dibattito parlamentare ne sposti gli equilibri», osserva Talerico.
L'esponente azzurro passa quindi in rassegna le principali novità fiscali, a partire dall'esenzione del bollo auto, prevista dal 2027 per una sola vettura a benzina o gasolio fino a 80 kW, e dall'estensione dell'aliquota IRPEF del 33% fino a 55mila euro. Tra le altre misure figurano l'innalzamento a 100mila euro della soglia del regime forfettario, le agevolazioni sugli aumenti contrattuali e sul lavoro notturno e festivo, i fringe benefit fino a 2mila euro e la proroga dei bonus edilizi al 50% per l'abitazione principale.
«Le risorse arrivano soprattutto da alcuni settori. Banche e assicurazioni pagano tre punti in più di addizionale IRES per due anni e vedono ridotte le deduzioni IRAP; le imprese energetiche subiscono un aumento dell'IRAP fino a cinque punti, con il divieto di trasferirlo sulle tariffe», spiega Talerico, ricordando anche il raddoppio dell'imposta sulle transazioni finanziarie, l'aumento dei prelievi sui giochi e l'anticipo delle accise sui tabacchi.
Sul fronte della spesa, l'attenzione si concentra soprattutto sulla sanità, con un incremento di circa 2,4 miliardi di euro, destinati anche alle liste d'attesa, alle tariffe dei ricoveri e alle indennità di pronto soccorso. Previsti inoltre sostegni alle madri lavoratrici, nuove misure per la natalità e una carta da 300 euro per le spese sanitarie degli ultrasettantacinquenni con pensioni modeste. Per il Mezzogiorno, il credito d'imposta della ZES unica raggiunge i 2,4 miliardi per il 2027.
«La manovra tiene i conti sotto controllo e chiede un contributo a settori che in questi anni hanno goduto di margini elevati. È una scelta difendibile, a condizione che il divieto di scaricare i maggiori costi sui clienti venga fatto rispettare davvero. Le risorse per la sanità sono un segnale, anche se non bastano a colmare il ritardo accumulato, soprattutto nel Mezzogiorno».
Non mancano, tuttavia, le criticità. Talerico richiama l'attenzione sulla rivalutazione delle pensioni, che per il 2027 rimane piena soltanto fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per gli assegni più elevati scende fino al 32%. A questo si aggiungono il ritorno del turn over al 75% nella pubblica amministrazione, la riduzione di quasi settemila posti nell'organico dei docenti e il rinvio di una parte degli investimenti ministeriali al triennio 2030-2032. Perplessità vengono espresse anche sulle modifiche al patrocinio a spese dello Stato, con nuovi filtri all'accesso e ulteriori oneri per gli avvocati.
Il nodo centrale, secondo l'esponente di Forza Italia, riguarda però la durata limitata di molte agevolazioni fiscali, che non consentirebbe alle famiglie e alle imprese di pianificare con sufficiente tranquillità il proprio futuro economico.
«Molte delle misure più attese valgono per un solo anno: l'IRPEF al 33 per cento fino a 55.000 euro, le imposte agevolate sugli aumenti contrattuali, i fringe benefit. Il ceto medio riceve un sollievo che nel caso più favorevole vale circa 500 euro e che dal 2028 andrà rinegoziato. Una politica fiscale che si rinnova di anno in anno non dà a famiglie e imprese la certezza necessaria per programmare».
Talerico evidenzia inoltre quella che considera una contraddizione nella distribuzione delle risorse, mettendo a confronto il costo dell'esenzione generalizzata dal bollo auto con le limitazioni alla rivalutazione delle pensioni.
«L'esenzione dal bollo auto costa oltre due miliardi l'anno e spetta a tutti senza distinzione di reddito, mentre ai pensionati con assegni medi si riduce il recupero dell'inflazione. Si danno 300 euro agli anziani per le cure e si limita la rivalutazione di pensioni che non sono privilegi».
Un ragionamento che si estende anche alla scuola e alla pubblica amministrazione, dove la riduzione degli organici e il rinvio degli investimenti rischiano, secondo Talerico, di compromettere il miglioramento dei servizi.
Particolare attenzione viene riservata al Mezzogiorno e agli enti locali. Se il rafforzamento della ZES unica rappresenta un elemento positivo, maggiori dubbi riguardano il trattamento delle anticipazioni di liquidità dei Comuni, con versamenti allo Stato destinati a protrarsi fino al 2051.
«Per il Mezzogiorno la conferma della ZES unica è una buona notizia. Convince meno la cancellazione del debito dei comuni per le anticipazioni di liquidità, che si traduce in versamenti allo Stato fino al 2051: più che un aiuto, una rateizzazione che vincolerà i bilanci comunali per un quarto di secolo».
Da qui l'appello a utilizzare il confronto parlamentare per intervenire sugli aspetti più controversi della manovra, rendendo maggiormente stabili gli interventi fiscali e concentrando le risorse sulle categorie che ne hanno più bisogno.
«Una legge di bilancio dovrebbe occuparsi di entrate e di spese. L'esame nelle Camere è l'occasione per correggere la rotta: rendere strutturali le misure per il ceto medio, più selettive quelle generalizzate e restituire alla discussione ordinaria le norme che con il bilancio hanno poco a che fare», conclude Antonello Talerico.

