«Il cosiddetto campo largo da solo nun gilel’ha fa». Parola di Matteo Renzi che ieri si è collegato alla convention di Casa Riformista organizzata a Rende dalla consigliere regionale nonchè coordinatrice calabrese del partito, Filomena Greco. «È un anno elettorale importantissimo ed è bello che il voto conti, perché la democrazia va difesa - ha detto Renzi - Il centrosinistra deve avere una strategia. Pd, 5 Stelle e Avs da soli non vincono, hanno bisogno di noi. Noi siamo l’elemento decisivo per la vittoria del centrosinistra».

Il leader di ItaliaViva ha poi detto che la crisi economica attuale è certamente dovuta dalla congiuntura internazionale e non è addebitabile a questo governo. Però, così come nella vita anche in politica quello che conta non è cosa ti succede, ma come reagisci. Il Governo Meloni si sta dimostrando incapace di fornire risposte adeguate. Il problema è che l’altro campo, quello del centrosinistra, ancora non ha mostrato agli italiani di essere in grado di mettere in campo una ricetta forte. Per questo l’invito di Renzi è quello di mettere da parte litigi e divisioni e mostrarsi compatti agli elettori con ricette chiare, soprattutto in tema economico.

Rispondendo alla richiesta specifica di Filomena Greco sulla necessità di portare nell’agenda politica nazionale il rispetto della clausola del 40% sul riequilibrio territoriale della spesa pubblica, mai applicata, Renzi ha detto sì, ricordando che «il Sud oggi è la più grande opportunità che ha questo Paese» e che, dopo quattro anni del governo più antimeridionalista di sempre, «il Mezzogiorno d’Italia può diventare per l’Europa quello che è stato la Florida per gli Stati Uniti d’America nel corso degli ultimi anni. Bisogna però, e questo è il punto finale, che ci sia una forte presenza del Sud nella politica». Infine, rivolto con soddisfazione a Greco e alla platea: «Sono felice di vedere una sala così piena. Sale piene, urne pienissime: mi aspetto un grandissimo risultato da tutti voi».

All’appuntamento ha partecipato la dirigenza regionale e territoriale al completo di Casa Riformista, tra cui il vice commissario Michele Laurenzano, il presidente Emilio De Masi, il vicepresidente Giovanni Muraca e i cinque commissari provinciali Gianmarco Manfrinato, Antonio Talarico, Roberto Torchia, Giuseppe Condello e Peppe Sera, oltre ai numerosi amministratori locali che continuano ad aderire al progetto. Nell’occasione Alessandro Grandinetti è stato nominato commissario cittadino di Cosenza ed Elio Bartoletti vice commissario.

La sfida è quella di presentarsi compatti alle prossime amministrative e politiche. «In Calabria ormai siamo diventati tutti riformisti, a sinistra, al centro e qualcuno strizza l’occhio anche a destra. Ma il riformismo non è un’etichetta da mettere accanto al nome di un partito: è un modo di fare politica che significa partire dalla realtà e verificare se le scelte cambiano la vita delle persone».

I riformisti, è stato detto dal palco nei vari interventi, non sono una «cifra aritmetica» da aggiungere al centrosinistra ma un valore politico e culturale, alternativo a ogni deriva populista.