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«Occhiuto si nasconde dietro l’Autonomia differenziata ma ha lanciato un’Opa su Fi»: Perfidia smaschera lo scontro con Tajani

VIDEO | Gli ospiti del programma di Antonella Grippo indagano sulla sfida in Forza Italia. Greco (Idm): «Il governatore vuole il partito». Alecci (Pd): «Preferirei che pensasse alla Calabria». Orsomarso chiede più spazio per Fdi in giunta regionale. Nella puntata la profezia del politologo Gianfranco Pasquino sul premierato e le sollecitazioni del giornalista Domenico Martelli

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di Pablo Petrasso
15 giugno 2024
13:30

In politica nulla è come sembra. Neanche la sfida interna a Forza Italia sull’Autonomia differenziata, con i nuovi dubbi del governatore calabrese Roberto Occhiuto che stridono con il sostegno forzato alla riforma espresso dal segretario nazionale Antonio Tajani («Non posso farci niente perché se no Salvini fa casino», riassume Antonella Grippo). Sul punto concordano tutti gli ospiti della puntata di Perfidia dedicata all’analisi eretica del voto europeo.

Materia del contendere più virtuale che reale, chiarisce il leader di Italia del Meridione Orlandino Greco: «Dell’autonomia differenziata non interessa nulla né all’assessore Gallo né al presidente Occhiuto. I conti riguardano la gestione del potere: e poi l’Autonomia differenziata è diventata come la Coca Cola, tutti ne parlano e nessuno ne sa nulla perché nessuno conosce la fenomenologia dei Comuni, come avvengono i trasferimenti statali». Greco ne ha anche per il centrosinistra: «Il Pd ha prima firmato le intese per il federalismo e ora contesta la riforma, è una cosa indecente».


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La polemica è una scusa, il tema è ben altro: è partita l’Opa di Occhiuto al partito. «Il contenzioso - spiega il notista politico Domenico Martelli - è nelle schede europee, perché Tajani chiedeva due cose: la prima era votare Martusciello e da qui non è uscito niente, la seconda era di votare lo stesso Tajani e Giusi Princi lo ha superato nettamente. Il messaggio che arriva da Forza Italia calabrese è “diamo un calcione al partito nazionale”». Di più: «L’asse calabrese vuole il partito nazionale».

Nuove scorie legate a vecchi sgarbi: Occhiuto non ha mai metabolizzato la bocciatura della propria candidatura a vice di Tajani. Il mancato voto dei delegati ha frustrato le ambizioni del governatore e lui ha preso nota. Possibile? Greco concorda: «È vero, Occhiuto oggi ha lanciato un’Opa sul partito che chiede di governare perché ha dimostrato di avere dei consensi. Ma trovassero altre motivazioni per scontrarsi, il ddl Calderoli non c’entra nulla».

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Al consigliere regionale del Pd Ernesto Alecci interessa «poco» la scalata del governatore a Forza Italia: «Mi interesserebbe un presidente più presente che si occupasse dei calabresi e della Calabria più che di beghe di partito anche perché da settimane il governo regionale è ingessato e i cittadini aspettano risposte». Troppa politica politicante e pochi fatti: «Occhiuto aveva detto che non lo avremmo visto sui palchi a chiedere voti nelle competizioni elettorali locali e poi ha sconfessato sé stesso ed è stato onnipresente».

Il senatore di Fratelli d’Italia Fausto Orsomarso non si esprime direttamente sull’Opa dei forzisti calabresi. La sua frase, però, sembra alludere a una preferenza per la dimensione regionale del presidente della giunta: «Occhiuto deve rimanere concentrato nel suo ruolo di governatore».

La profezia del politologo Pasquino sul premierato

Sempre per stare alle divisioni tra alleati, sul piatto - oltre all’Autonomia differenziata - c’è anche la riforma del premierato cara a Fratelli d’Italia. Orsomarso spiega di non capire cosa spaventi chi avversa il progetto: «Andiamo verso i 100 anni della Repubblica e questo nostro governo a novembre sarà il quinto più longevo della storia. Il tema è che se il popolo vota per la Meloni non può trovarsi Conte e viceversa». Un modo per dire che finora la volontà popolare è stata prevaricata da manovre di palazzo che la riforma non consentirà.

Perfidia riserva sul tema un momento di alta analisi grazie all’intervento del politologo Gianfranco Pasquino che, nel rispondere alle domande di tutti gli ospiti, si sofferma proprio sui temi delle riforme. Giorgia Meloni, forte del risultato alle Europee, accelererà o rallenterà un po’ sul premierato? «Credo che non sia nel suo interesse accelerare – argomenta Pasquino –, credo che per Meloni sia meglio ottenere le riforme dopo aver stemperato l’opposizione». Con acume, il politologo svela un paradosso: «Se Giorgia Meloni, con questo governo, dura fino al 2027 dimostra che il governo è forte e che possiamo avere governi forti anche senza il premierato. Dopo di che, sei fossi nella premier cercherei di approvare la riforma verso il 2026 e di giocarmela anche in chiave elettorale per dire agli italiani “guardate che belle riforme ho approvato”. Le consiglierei di stare tranquilla, ha tanti altri fronti sui quali esibirsi a cominciare da quello europeo, sul quale può essere un’importante interlocutrice».

Orsomarso chiede spazio per Fdi nella giunta Occhiuto

A proposito temi locali e di scalate, Grippo ne ipotizza una di Alecci ai dem regionali («Lo guidi tu il tango nel Pd?»). L’ex sindaco di Soverato si schermisce: «Sono un umile servitore, sono sempre sul territorio e propongo iniziative».

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Orsomarso, invece, non nega le mire espansionistiche del suo partito sulla giunta regionale. La domanda di Martelli apre la questione: è scontato che la vicepresidenza della giunta debba toccare sempre a Forza Italia visto che Fratelli d’Italia è il primo partito in Calabria? «La vicepresidenza è l’ultimo dei problemi – smorza l’ex assessore regionale al Turismo – ma al presidente ho detto “tu da solo non ce la fai a cambiare le cose, non la salvi da solo la Calabria”. Io gli consiglio anche di rivedere tutto lo schema anche rispetto alle attitudini degli uomini di tutti i partiti presenti in giunta». In altre parole: un maxi rimpasto di nomi e deleghe.

Alecci: «Per le prossime Regionali Stasi uno dei possibili candidati»

A centrosinistra avanza, invece, Flavio Stasi. Dopo la vittoria schiacciante a Corigliano Rossano, il sindaco è più una salvezza o una guaio per i dem?, si chiede (e chiede ad Alecci) Martelli. La prospettiva è quella che si apre alle prossime Regionali. Il consigliere regionale apre all’ipotesi: «Stasi ha dimostrato di essere un bravo amministratore e quando ci sono bravi amministratori ogni partito ha voglia di metterli in campo. Io credo che il Pd debba candidare chi in quel momento sarà il più forte e il più capace di attrarre consensi ma anche garantire una stabilità politica alla Cittadella. Stasi all’interno di un percorso e di un progetto politico potrebbe essere uno dei tanti candidati possibili per la Regione». E poi, più che il Pd, la vittoria alle amministrative ha offuscato il centrodestra: «Era scesa in campo un’armata – ancora Alecci –: Occhiuto offriva gelati e saliva sui palchi e hanno perso sonoramente».

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La lettura di Orsomarso è diversa: «Oggettivamente non è che abbia vinto il Pd, quando è arrivata Elly Schlein a Corigliano Rossano Stasi manco si è presentato, era in ritardo». A Pasqualina Straface, in realtà, il senatore di Fdi non avrebbe consigliato di candidarsi: «Lì per cinque anni non si è fatta opposizione, anzi nel centrodestra qualcuno ha addirittura ammiccato a Stasi».

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