Mare sporco

Occhiuto tenta la svolta in vista dell’estate: Regione in campo al posto dei Comuni e cento giorni per riuscire

VIDEO | Ventisettemila tonnellate di fanghi non depurati finiscono nelle acque sotto costa perché le amministrazioni locali non riescono a intervenire. Dipartimento Ambiente e Prociv dovranno avviare gli interventi di un progetto pilota. Ecco cosa prevede (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Claudio Labate
18 marzo 2022
18:28

«Il mare della Calabria che dovrebbe essere bellissimo invece è sporco. Ottocento chilometri di costa, una ricchezza straordinaria, e non riusciamo a mantenere pulito il mare».

Il presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, vuole fare sul serio sull’annosa questione della depurazione in Calabria. L’offensiva istituzionale è lanciata dapprima con alcune pillole durante gli ormai consueti “post social”, poi con i video che riassumono la giornata lavorativa, e infine con una ordinanza appositamente emanata ieri per aggredire il problema.


In un certo senso, anche una novità. Anche perché, per dirla con Occhiuto, generalmente di questo problema la Regione si occupa a giugno, a luglio, quando è troppo tardi per intervenire. Naturalmente si spera che dalle parole e dalle ordinanze si passi ai fatti concreti, perchè fino ad oggi la gestione della depurazione in Calabria, si è palesata come uno spezzatino di competenze difficile da interpretare.

«Io me ne sto occupando da novembre» ribadisce, raccontando come già nei mesi scorsi (tra il 18 gennaio e il 3 febbraio per l’esattezza) abbia «mandato delle squadre di dipendenti e funzionari regionali a monitorare il funzionamento dei depuratori, da Tortora a Nicotera, perché li vorrei fare un progetto pilota».

L’area d’indagine ha interessato 38 amministrazioni comunali e 48 impianti di depurazione; per tutti gli impianti sono state rilevate le caratteristiche di funzionalità con particolare riguardo alla gestione dei fanghi di depurazione.

«Sapete cosa ho scoperto?» è la domanda successiva che tanto retorica non è. Per un semplice motivo, perché al malfunzionamento in alcuni casi risaputo degli impianti, adesso viene a galla – soprattutto al mare, nei mesi estivi – che c’è una mala gestio anche dei fanghi di depurazione.

«Noi dovremmo depurare in quel tratto 36 mila tonnellate di fanghi – denuncia Occhiuto – ma ne depuriamo 9 mila. Significa che tutto il resto va a mare direttamente, e il mare è quello che abbiamo visto».

La presa di coscienza dello status quo ha spinto il capo dell’esecutivo a firmare una ordinanza che dispone - con i poteri eccezionali in ragione delle necessità di salute dei calabresi - di fare in modo che lo smaltimento dei fanghi lo faccia direttamente la Regione anziché i Comuni e le società di gestione dei depuratori che «evidentemente lo smaltimento non lo fanno, o non lo fanno bene».

L’ordinanza

Vale la pena ricordare che il processo di depurazione delle acque reflue effettuato negli impianti comunali produce i “fanghi di depurazione” classificati come rifiuti speciali, della cui corretta gestione devono farsi carico i Comuni competenti all’organizzazione del servizio di depurazione, eventualmente anche attraverso i soggetti gestori incaricati del servizio pubblico della depurazione. La produzione del “fango” certifica che si sta effettuando una corretta depurazione delle acque reflue urbane. Ma il “fango” va trattato secondo protocolli precisi. Una loro non corretta gestione attraverso accumuli nelle vasche destinate ai processi depurativi, ovvero in forma di stoccaggio in aree dell’impianto, può compromettere l’efficienza del sistema depurativo e l’equilibrio dei processi biologici, portando al blocco del sistema di depurazione delle acque reflue.

Da qui l’esigenza di emanare l’ordinanza n° 9 del 17 marzo che da mandato, con poteri straordinari, al Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente - entro 10 giorni dall’emanazione della stessa - di definire gli interventi prioritari da attuare negli impianti di depurazione dei comuni della fascia tirrenica calabrese compresa tra Tortora e Nicotera, finalizzati alla corretta gestione dei fanghi di depurazione. Gli interventi vanno effettuati entro i novanta giorni successivi, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile, eventualmente facendo pressione, in presenza di provvedimenti cautelari adottati dall’autorità giudiziaria, per il dissequestro delle aree per procedere alla corretta gestione dei fanghi.

Le risorse

Per quello che ritiene essere il “progetto pilota”, Occhiuto comunica anche che nelle scorse settimane la giunta ha licenziato una delibera per trovare le risorse - n. 87 del 5 marzo 2022 sono stati stanziati 2,4 milioni di euro per la “Manutenzione straordinaria per l’efficientamento e la messa in funzione dei sistemi depurativi della costa tirrenica (CZ-CS-VV)” -, che da sostanzialmente il via libera allo smaltimento dei fanghi dei depuratori per tenere il mare pulito. Un’azione, sottolinea il Presidente, che ricalca il modus operandi del suo governo in altre occasioni, come quelle relative all’emergenza rifiuti. «Perché il mare è importante, è fondamentale per lo sviluppo di questa regione ma tenere pulito il mare significa anche guardare alla salute dei calabresi».

Ma non basta. Perché Occhiuto mostra di voler a fondo alla questione. «Non era una sola l’ordinanza, perché non ne sto preparando un'altra per impedire agli auto spurgo di viaggiare di notte. Tutto quello che fanno gli auto spurgo deve essere tracciato e deve essere fatto alla luce del sole».

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