Il “ciaone” di Oliverio al Pd: «Mi ricandido comunque, il partito faccia le sue scelte»

Il presidente della Regione ribadisce la militanza nei democrat ma nei fatti prende le distanze dalle sue decisioni e annuncia che correrà per la Regione con una formazione civica. Poi attacca duramente il ministro della Salute Giulia Grillo: «Dice bugie per coprire l'incoerenza dei principi sbandierati»

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di T. B.
30 maggio 2019
19:21
Mario Oliverio
Mario Oliverio

Pronto a ricandidarsi con una coalizione civica. Il governatore Mario Oliverio non ha nessuna intenzione di rinunciare alla corsa per le regionali e lo ha dichiarato apertamente prendendo parte all’inziativa “La Calabria cambia passo” a Lamezia Terme.

 

«Sto lavorando alla costruzione di una coalizione con liste civiche. Il Pd avrà un suo percorso e una sua autonomia decisionale. Sono membro del Pd, confermo questa mia collocazione dentro il Pd. Mi sono impegnato nella campagna elettorale delle Europee perché, in assenza di un partito organizzato, da dirigente del Pd mi sono sentito in dovere di muovermi e di spingere, facendo molte iniziative sul territorio della regione, per far votare l’elettorato e farlo votare per il Pd» ha detto il presidente, specificando poi che le europee sono state un banco di prova importante che ha visto il partito recuperare terreno.

 

«Credo – ha concluso Oliverio - di aver dato un contributo in questa direzione». Il governatore ha anche colto l’occasione per togliersi più di qualche sassolino dalla scarpa nei confronti del ministro alla Salute Grillo.

 

Commentando le polemiche alla Camera in sede di conversione in legge del decreto governativo sulla sanità calabrese ha affermato:« Il dibattito ha confermato una facile profezia. Già nel corso della mia audizione in Commissione Affari sociali della Camera ho avuto modo di dire che non siamo interessati a intese sui nomi. Nel decreto il governo ha messo una norma per la totale assunzione anche di questo scampolo di funzione che prima era in capo alla Regione, il governo quindi proceda, non vedo perché noi dovremmo essere coinvolti in inciuci su nomi. Noi – ha sottolineato - siamo interessati alle problematiche dei servizi sanitari, e non ai nomi, l’ho già detto in quell’audizione. E’ avvilente quello che si è verificato ieri, con un ministro di questo paese che ricorre alla bugia per giustificare scelte che contraddicono i proclami fatti più volte».

 

Oliverio ha poi osservato: «Non c’è nessuna intesa da fare con il presidente della Regione. La lettera di trasmissione di sette nomi è pervenuta al protocollo della Regione il 23 maggio: quindi, c’è una procedura già avviata, e nomi già indicati. Perché rispetto ad atti che sono stati compiuti dal commissario e dal sub commissario, nominati dal governo su proposta del ministro della Sanità, bisogna nascondersi?».

 

«Anche qui – ha continuato il governatore - c’è una chiara, evidente difficoltà: si tira la pietra e si nasconde il braccio. Invece bisogna avere il coraggio di assumersi la responsabilità delle scelte che si compiono: purtroppo, rispetto al mondo in cui queste scelte sono state presentate, si va in una direzione totalmente opposta. Non vedo perché per la Calabria bisogna derogare dalle regole valide per le altre Regioni. Assunto il fatto che il governo avocasse a sé le nomine, il governo dovrebbe farle rispettando le regole imposte alle altre regioni, e cioè ricorrendo a un albo nazionale che prevede determinati requisiti e scegliere da quell’albo. Perché anche qui si è voluto derogare andando anche oltre, prevedendo la possibilità di nominare soggetti già in pensione».

 

Secondo Oliverio, infine, «sono state fatte norme ad hoc per fare determinate scelte. Si è quindi disvelato il vero contenuto di questo decreto, che non ha nulla a che fare con le problematiche dei servizi sanitari, ma è solo un’operazione tesa ad avere mani libere per scegliere i commissari da mettere alla guida delle aziende sanitarie. Ci si assuma quantomeno- ha concluso il presidente della Regione - il coraggio delle scelte».

Giornalista
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