Ordinanza “Riapri bar”, Cannizzaro: «Regione affossata da un governo di comunisti»

Il deputato di Fi commenta la decisione del governo di impugnare l'ordinanza Santelli davanti al Tar: «Solo alla Calabria non viene consentito di tornare a lavorare»

di Redazione
10 maggio 2020
08:37
Francesco Cannizzaro
Francesco Cannizzaro

 «La Regione Sardegna, dallo scorso 4 maggio, consente la celebrazione delle messe con i fedeli nelle chiese. Le Regioni Toscana, Lazio e Sicilia hanno riaperto i cimiteri già da una settimana, in tutti i casi con ordinanze più liberali rispetto al Dpcm del governo che invece aveva prorogato queste chiusure. Non capisco perché solo alla Calabria non è stato consentito di tornare a lavorare, con il ricorso al Tar e polemiche enormi contro la scelta della Regione di consentire in piena sicurezza a bar e pizzerie di servire i clienti nei tavoli all'aperto».

Lo dichiara, tramite una nota, il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro.

 

«La Calabria ha azzerato i contagi da ormai 20 giorni, e c'è tanta voglia di ripartire. I ristoratori e i consumatori hanno partecipato all'udienza affianco alla Regione, vogliono lavorare, vogliono produrre, vogliono riappropriarsi di dignità e libertà negate da mesi. Perché negarlo? Perché proprio alla Calabria? È paradossale negare i tavoli all'aperto qui che abbiamo già trenta gradi e splende il sole, mentre i locali sono aperti e chiunque prende da mangiare e lo consuma all'aperto, nelle panchine pubbliche o sul marciapiede. I calabresi stanno pagando sulla loro pelle la battaglia ideologica e politica del governo Pd-M5S. Che per quest'emergenza ne ha combinate di tutti i colori, dapprima ha sottovalutato, non ha avuto il coraggio di chiudere al Nord quando andava fatto, poi ha consentito a migliaia di persone di muoversi dal focolaio verso il Sud provocando l'arrivo del virus anche nel meridione, e adesso blocca i territori che vogliono ripartire ma al tempo stesso non prevede aiuti efficaci per i lavoratori che a metà maggio aspettano ancora i soldi di marzo».

 

«Cosa succederà – conclude – a bar e pizzerie che da dieci giorni avevano riaperto, acquistando merce, pagando i dipendenti? È una follia dei comunisti e sono convinto che i calabresi se ne ricorderanno quando si tornerà a votare: adesso è palese chi sono i veri nemici di questa terra».

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