Pd, Zingaretti chiede a Oliverio di farsi da parte e invia in Calabria l’osservatore Oddati

Oggi a Rende assemblea provinciale dei circoli del partito della provincia di Cosenza. Il segretario nazionale invia il responsabile del Mezzogiorno per sondare la disponibilità del presidente della Regione a favorire il ricambio e una nuova candidatura. Il caso Calabria ormai imbarazza i vertici nazionali del partito

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di Pa. Mo.
19 luglio 2019
15:37

Quasi un mese dopo l’annuncio della prima iniziativa che avrebbe dovuto tenersi a Camigliatello Silano il 29 giugno alla presenza di Nicola Oddati, responsabile del Mezzogiorno per il Pd, finalmente Luigi Guglielmelli può tirare un sospiro di sollievo: oggi pomeriggio l’iniziativa della federazione di Cosenza si terrà. Questa volta viene denominata “assemblea dei circoli e degli amministratori per discutere delle cose fatte dal nostro Governo regionale e delle cose da fare in futuro”.

 

La precedente iniziativa, invece, era stata annunciata dal segretario provinciale del Pd cosentino, quasi come un momento di epocale autocelebrazione dell’operato del governatore della Calabria.  Un'enfasi che provocò non pochi malumori nella vasta area di oppositori alla ricandidatura di Mario Oliverio, a tal punto che, l’assemblea saltò. Un rinvio che il segretario Pd comunicò  liquidandolo come mera esigenza organizzativa. In realtà, i motivi del rinvio erano legati alla dura battaglia intestina, che poi tanto intestina non è, sugli assetti legati alle prossime elezioni regionali. Nicola Oddati, decise di non partecipare, mentre il commissario regionale Stefano Graziano, seppur presente nel manifesto di convocazione non era stato nemmeno invitato. Stranezze  piddine, in casa piddina ci verrebbe da dire.

 

Ed oggi ecco arrivare la nuova data. L’obiettivo sembra lo stesso: celebrare il presidente, anche se celato dietro la parola riflessione. Secondo Guglielmelli, infatti, l’iniziativa  sarebbe “un momento importante di riflessione nel percorso indicato dal vice segretario Orlando e che proseguirà con assemblee in tutti i territori fino all’assemblea regionale che sarà convocata da Commissario regionale”. Per la cronaca, il commissario regionale questa volta non è segnato neanche sul manifesto di convocazione. Il segretario provinciale Pd della provincia silana non rinuncia poi, a ringraziare il responsabile del Mezzogiorno che oggi sarà presente. Della serie: avete visto che alla fine la segreteria nazionale ha legittimato l’iniziativa? Tuttavia, la storia è ben diversa da come tenta di narrarla il povero Guglielmelli, ormai ridotto a ventriloquo del governatore e della sempre presente eminenza grigia Pd, Nicola Adamo.

 

Dal 29 giugno ad oggi, infatti, politicamente parlando, ne è passata di acqua sotto ponti sul piano interno. L’opposizione alla ricandidatura di Mario Oliverio giorno dopo giorno rafforza le sue fila. E proprio autorevoli fonti della segreteria nazionale ci fanno sapere che la presenza di Nicola Oddati alla iniziativa convocata dalla federazione provinciale del Pd cosentino, sia sostanzialmente una presenza da osservatore inviato dal segretario nazionale Zingaretti, il quale vuole capire se Mario Oliverio intende fare un passo indietro o meno, rispetto alla sua pretesa di ricandidarsi a tutti i costi. Ormai non è più un segreto per nessuno che  il segretario nazionale  democrat  abbia chiesto al Presidente di Oliverio di farsi da parte e aiutare il processo di individuazione di una nuova candidatura in grado di competere. Gli stessi ambienti della segreteria nazionale, infatti, ci confermano che il contenuto del colloquio tra Zingaretti e Oliverio al Nazareno abbia ruotato sostanzialmente intorno a questo snodo.  

 

La posizione della segreteria nazionale sulla ricandidatura di Oliverio, dunque,  sembra che nelle ultime ore si sia ulteriormente irrigidita e appare più chiara. Nicola Oddati avrà il compito di valutare la volontà di Mario Oliverio e del partito cosentino. Il caso Oliverio, infatti, giorno dopo giorno sta diventando un caso nazionale che sta imbarazzando i vertici democrat. La sensazione che si percepisce che prima delle ferie si deciderà sulla questione.

 

Pa.Mo.  

Giornalista
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