Sono 32 le firme raccolte per sfiduciare il segretario provinciale del Partito Democratico di Cosenza. Le proponiamo tutte a margine dell’articolo e rappresentano la maggioranza assoluta dell’assemblea della Federazione provinciale. Già prima di Natale avevamo evidenziato come si fosse innescato un meccanismo per il quale Matteo Lettieri stava rischiando di perdere il timone nonostante la recente affermazione al congresso. Gli equilibri, tuttavia, sono mutati in pochi mesi e quella maggioranza che lo aveva portato sulla poltrona occupata fino alla scorsa primavera da Vittorio Pecoraro, si è liquefatta assumendo nuove forme. 

Da punto di vista formale la sfiducia dovrebbe essere votata in assemblea, ma dinanzi ad un atto politico del genere le conseguenze dovrebbero essere pressoché scontate. Anche perché il documento è stato indirizzato praticamente a tutti: da Elly Schlein a scendere, passando per le figure apicali della segreteria nazionale e regionale. L’oggetto della richiesta è chiaro: «per ogni adempimento statutario, si invia la mozione di sfiducia del Segretario provinciale della Federazione di Cosenza, sottoscritta dalla maggioranza assoluta dei membri dell’assemblea provinciale». A firmarla le aree Guccione-Mazzuca-Monaco, Bruno Bossio-Adamo e Iacucci-Guglielmelli. Anche il congresso di Rende, previsto per domani pomeriggio dopo un primo rinvio, pare sia a rischio.

Il testo della mozione di sfiducia a Matteo Lettieri

«Con profondo e vibrante senso del dovere e della responsabilità nei confronti del Partito, vogliamo esprimere definitivamente un giudizio politico sull’operato del Segretario della Federazione di Cosenza. Non mancano - scrivono i 32 firmatari - l’amarezza e la sofferenza nel constatare che ogni proposito di rinnovamento del partito è stato dolosamente tradito e irrimediabilmente compromesso mediante un’azione sistematica di smantellamento delle funzioni degli organismi dirigenti e di annichilimento delle più elementari regole di convivenza politica, come l’assenza di una campagna di tesseramento aperta e trasparente».

«Diverse settimane fa - riannodano i fili - 35 componenti dell’Assemblea provinciale hanno richiesto, a norma dello Statuto regionale e nazionale, la convocazione della stessa per discutere della legge di bilancio in discussione in Parlamento, ma soprattutto per costruire un percorso di mobilitazione contro le politiche a sfavore della Calabria introdotte dal governo nazionale. Non solo non si è colta l’opportunità di discutere nel merito delle questioni ma si è scelto di violare in maniera grave ed ingiustificata le norme cogenti ed inderogabili che regolano la vita interna del Partito Democratico prima attraverso la non convocazione della stessa, successivamente con una convocazione tardiva e fuori tempo massimo ed infine con un rinvio a data da destinarsi».

Per la nuova maggioranza dell’assemblea provinciale del Pd di Cosenza «ciò rappresenta una palese e grave violazione statutaria, commessa in modo doloso e inaccettabile. La mancata convocazione dell’assemblea provinciale, infatti, non solo è la dimostrazione che la Federazione è totalmente scollata nei tempi dal dibattito politico e totalmente incapace di assumere un’iniziativa politica, ma è anche la conferma che viviamo ormai in una situazione di stallo politico, programmatico ed organizzativo».

«Alla convocazione tempestiva dell’Assemblea provinciale - evidenziano ancora - si è scelto di sostenere un’iniziativa patrocinata dal gruppo del PD in Consiglio regionale che ha, di fatto, commissariato la Federazione, avocando a sé funzioni e ruoli propri del partito e dei suoi organismi dirigenti. Si è stati complici, per incuria politica e per cinismo tattico, di un approccio politico, ovvero quello della sostituzione del partito con gli eletti e le loro strutture amministrative, che tanti danni ha già causato al PD e che è la più alta rappresentazione della conservazione grigia ed ovattata dei ceti politici a discapito del dinamismo, della vitalità e della forza propulsiva che solo il partito può e deve garantire. Non è stato un caso».

«Anche la fase di preparazione delle liste per le elezioni regionali e per le prossime elezioni provinciali - si legge nella mozione - è stata ed è frutto di un’assenza di confronto negli organismi preposti e dell’affermazione del più becero correntismo, fatto di incontri clandestini, riunioni carbonare e fughe in avanti, che espongono il partito alla più completa irrilevanza politica e istituzionale. Sulle provinciali, inoltre, la perdita di autorevolezza sta seriamente compromettendo la possibilità di proporre una candidatura, espressione del PD e condivisa da tutti gli amministratori della nostra provincia».

Per i 32 firmatari del documento «stiamo assistendo, infine, alla convocazione di riunioni interpartitiche comunicate ai sindaci del PD solo qualche ora prima e senza adeguata istruttoria interna, con il solo scopo di estrometterli dalle decisioni e di utilizzarli per legittimare decisioni assunte in solitaria, vicino a qualche caminetto correntizio. Questo non è rinnovamento! Questo è il peggior gattopardismo: vuole cambiare tutto per non cambiare nulla! Abbiamo assistito al tradimento di tutti i propositi espressi nella mozione congressuale a sostegno del Segretario Lettieri. Non solo i circoli non sono messi nelle condizioni di effettuare il tesseramento e dunque di ripartire, ma la federazione stessa è un luogo chiuso, malinconico e grigio in cui si svolge solo qualche sporadica riunione dei soliti noti per spartirsi cariche e poltrone».

La mozione è durissima: «Non si creano momenti di discussione e di iniziativa politica, non si allacciano reti sociali per costruire l’alternativa al governo delle destre, non si aiuta un processo di rinascita dell’organizzazione giovanile, non si pratica il sacrificio dell’ascolto, non si organizza il partito. Perfino le chiavi d’accesso alla piattaforma nazionale per il tesseramento sono in possesso di terzi e non sono a disposizione della Federazione. Così non può e non deve andare. Adesso occorre cambiare davvero per costruire l’alternativa in Italia ed in Calabria».

«Per questi motivi e per rilanciare, in maniera incisiva e credibile, il Partito Democratico della Provincia di Cosenza - conclude il documento - ci assumiamo la responsabilità di convocare entro 30 giorni dal deposito della presente mozione di sfiducia una Conferenza provinciale dell’Organizzazione e del Programma al fine di elaborare un programma di medio e lungo periodo per il nostro partito da attuarsi attraverso una riorganizzazione complessiva del Partito attraverso, tra le altre cose, la costituzione di Unioni di Zona con pieni poteri decisionali secondo il principio di sussidiarietà, la costruzione di forum tematici d’intesa con le forze del lavoro, dell’impresa e del terzo settore e l’avvio di una fase di ascolto capillare sui territori e di tesseramento aperto, inclusivo e trasparente in grado di intercettare tutte le forze e le sensibilità politiche che guardano al PD con attenzione e curiosità e che ad oggi sono prive di interlocutori autorevoli e politicamente credibili».

I 32 firmatari del Pd Cosenza della mozione di sfiducia a Lettieri

Noi sottoscritti componenti dell’assemblea provinciale della federazione di cosenza, con la presente, ai sensi e per gli effetti dello statuto nazionale e regionale del partito democratico, sfiduciamo il segretario provinciale del partito democratico della federazione di cosenza. Firme maggioranza assoluta assemblea provinciale

  1. Capano Gianluigi
  2. Morelli Vincenza
  3. Argentino Antonio
  4. Leonetti Michele
  5. Lepore Luca
  6. Vivacqua Roberta
  7. Mirabelli Francesco
  8. Fazio Ramona
  9. De Rango Pierpaolo
  10. Frassia Fabiola
  11. Vircillo Manuel
  12. Montalto Franco
  13. Nociti Grazia
  14. Diodato Pasqualino
  15. Fulci Giuseppe
  16. D’Ambrosio Anna Teresa
  17. Scarnati Luigi
  18. Castiglione Annarita
  19. Minisci Maria Grazia
  20. Calabrò Teodoro
  21. Muoio Franca
  22. Blumetti Vincenzo
  23. Capristo Francesco
  24. Giancarlo Iannuzzi
  25. Scaramella Silvio
  26. Capalbi Laura
  27. Regina Nicoletta
  28. De Santis Fabio
  29. Cuglietta Franca Rosaria
  30. Raimondo Morena
  31. Francesco Lo Prete
  32. Sara Rizzuti