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Perfidia fa il punto: dalla “sconfitta tattica” di Berlusconi alla Meloni che deve dimostrare chi comanda

VIDEO | Le tensioni nel centrodestra al centro della nuova puntata della trasmissione di Antonella Grippo. In studio Raffaele Mammoliti (Pd) e Vincenzo Speziali (Terzo polo). In collegamento Paragone (Italexit) e la giornalista Chiara Geloni

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di Redazione
15 ottobre 2022
11:24

Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. "Io, soreta e tu". Antonella Grippo dedica il prologo musicale dell’ottavo appuntamento stagionale di Perfidia, a loro tre, accompagnandoli con la voce di Renato Carosone. In discussione d’altra parte, ci sono le gravissime contraddizioni che insistono nella coalizione di centrodestra che ha appena fatto eleggere i presidenti del Senato, Ignazio La Russa (FdI), e della Camera, Lorenzo Fontana (Lega).

Per la giornalista di Sapri, i fatti di Palazzo Madama, certificano che «la maggioranza di centrodestra non c’è», statuendo quella che la stessa definisce una sorta di «simmetria geometrica» con, da una parte, il destra-centro che designa la seconda carica dello Stato senza i voti di Forza Italia, e dall’altra, un’opposizione che con una parte dei propri voti l’ha permessa, evidenziando le contraddizioni anche a sinistra.


Il rebus voti per La Russa

Chiara Geloni, fine analista politica che dirige il sito “Articolo 1”, nel suo editoriale di apertura, ha parlato di «sconfitta tattica» di Berlusconi che ha messo in evidenza la spaccatura nel centrodestra. «La Meloni sta procedendo per prove di forza perché deve dimostrare che adesso comanda lei e che è finita un’epoca nel centrodestra», sottolinea Geloni, secondo cui i venti voti che hanno consentito a La Russa di essere eletto se li è portati proprio lui, considerando anche le nove legislature alle spalle. Certo, per lei, una parte dei senatori del Terzo Polo hanno dato i voti a La Russa e quando il neo eletto presidente è andato a dirlo al Cavaliere, lì c’è scappata la parolaccia: «Credo sia una mossa che non serve a dare un segnale all’opposizione in vista della spartizione delle poltrone nelle Commissioni, quanto invece alla maggioranza in vista della formazione del Governo, che dice a Meloni: se hai problemi con Berlusconi qui c’è qualcuno che ti aiuta».

Per Vincenzo Speziali, in studio in rappresentanza del Terzo Polo, «è crollato l’architrave fittizio della garanzia di Berlusconi che si era autonominato supremo garante della credibilità internazionale di questo destra-centro populistico». D’altra parte se i voti fossero arrivati dal Terzo Polo, per Speziali, la “manovra” sarebbe stata rivendicata politicamente, anche per far emergere le contraddizioni del centrodestra e in qualche modo per interrompere lo stallo provocato dal caso Ronzulli nella formazione del Governo.  

Il dem Raffaele Mammoliti – secondo cui Meloni e Salvini hanno sancito la fine politica di Forza Italia - si dice d’accordo con la Geloni, sostenendo che in fondo il Pd ha i numeri per ottenere ruoli nella spartizione degli incarichi e caso mai sono Terzo Polo e pentastellati ad aver bisogno di un «aiutino». Speziali accende la miccia facendo notare l’insofferenza di alcuni pezzi da novanta del partito alla leadership dimissionaria di Enrico Letta non più inclini a seguire le direttive di partito, assegnando poi a Licia Ronzulli il ruolo di novella Catilina, «che sovverte l’ordine stabilito».

A mettere d’accordo tutti, ci pensa Enzo Filia: “La Russa eletto presidente del Senato con voti della sinistra. Escluso quindi un coinvolgimento del Pd”. Ironia, ma non troppo, condivisa amaramente da Mammoliti.
Centrodestra spaccato e centrosinistra sornione che gioca le sue sotto partite, sono invece i protagonisti della scena politica attuale per Gianluigi Paragone, leader di Italexit.

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