Politiche 2022

Perfidia palpita per Bobo Craxi, Tajani rintuzzato su ciò che interessa ai calabresi e le metafore cult di Bersani

Un’altra puntata scoppiettante per la trasmissione di Antonella Grippo su LaC Tv. In studio anche Dalila Nesci (Ic) che boccia la «propaganda 5 stelle», mentre Minasi (Lega) glissa sull’autonomia differenziata: «L’ha fatta un governo di sinistra»

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di Claudio Labate
17 settembre 2022
15:30

Puntata dalle mille emozioni e… reazioni per Antonella Grippo, nella terza stagionale di Perfidia  (clicca qui per rivedere la puntata). Dopo aver rintuzzato l’azzurro Antonio Tajani, convinto che ai calabresi, in una televisione calabrese, non interessi la politica estera dell’eventuale governo italiano di centrodestra, ma i temi del caro bolletta, si scopre anche che la bionda giornalista di Sapri ha un cuore socialista che continua a battere, e che si emoziona: «Avere un Craxi a Perfidia – rimarca una commossa Grippo in collegamento con Bobo – è una cosa bellissima».

Nesci (Ic): «Siamo maturati, basta propaganda sulla pelle dei cittadini»

Il tema dei temi per gli ex pentastellati e non, rimane ancora la diaspora dei membri del Movimento della prima ora. Dalila Nesci che ha maturato in questi anni una certa esperienza istituzionale dipinge lo scenario entro cui si è consumato lo strappo tra i dimaiani e i contiani: «Il ciclo 5 stelle si è concluso. E la dice lunga il fatto che se ne siamo andati in oltre 70 parlamentari, con Di Maio, tutti quelli che l'abbiamo fondato e creato, quando all'inizio proprio nessuno credeva nella forza di questi giovani che portavano innovazione. Ma noi adesso siamo maturati, abbiamo fatto esperienza nelle istruzioni, abbiamo ricoperto ruoli di responsabilità, quindi non ce la sentivamo più di fare propaganda sulla pelle dei cittadini italiani perché ad aver tradito l'Italia è Conte che poi ha dato la stura a Berlusconi e a Salvini per poter buttare giù un governo autorevole che davvero stava facendo gli interessi dell'Italia in Europa soprattutto sull'approvvigionamento energetico e sul gas».


Minasi (Lega): «L’autonomia differenziata l’ha voluta un governo di sinistra»

Ma se nei cinquestelle la frattura si è consumata, nel centrodestra il rischio implosione è stato sfiorato in più occasioni, salvo poi come consuetudine, mostrarsi compatti e coesi nei momenti topici elettorali. Grippo chiede “aggiornamenti” alla leghista Tilde Minasi candidata al secondo posto del listino del carroccio alle spalle di Salvini: «Ovviamente gli accordi sono che chi piglia un voto in più, poi avrà la leadership. Io credo che siamo alleati e che siamo sulla stessa linea d'onda su tante tematiche, poi ovviamente se ci sono delle posizioni diverse queste saranno trattate volta per volta».


Il tema dirimente dell’autonomia differenziata rimane però lì come un macigno:
«Per quanto riguarda l'autonomia, non credo che sia un'invenzione della Lega di Salvini ma è previsto dalla Costituzione. La modifica di questa parte della Costituzione non è stata fatta certo da Salvini ma è stata fatta da un governo di sinistra che oggi invece strumentalizza questo termine, autonomia. Secondo me se è concepita per come la stiamo concependo può essere solo una risorsa. Perché l’autonomia vuol dire differenziare le peculiarità di ogni territorio che possono diventare una risorsa per il territorio stesso e vuol dire anche però responsabilità da parte dei territori e maggiore efficienza di governo e dell'amministrazione».

Ingroia (Isp): «Siamo sia di destra che di sinistra»

Antonio Ingroia da parte sua, dopo aver sparato forte su Movimento 5 stelle e le candidature di Scarpinato e De Raho, ha criticato anche la genesi di Unione popolare, imputando a Luigi de Magistris di aver commesso il suo stesso errore con Rivoluzione civile. L’ex magistrato definisce quindi «due facce della stessa medaglia» la destra e la sinistra che hanno governato con Draghi, dando in qualche modo una collocazione politica a Italia sovrana e popolare: «Siamo in una fase post ideologica, e quindi non diciamo che non siamo nè di destra nè di sinistra, ma che siamo sia di destra che di sinistra, nel senso che abbiamo persone che sono nettamente di sinistra come Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, ma abbiamo anche persone come Francesco Toscano che con Ancora Italia non si può dire essere di sinistra, e però rappresentiamo un mondo cattolico. Non su tutto andiamo d’accordo, ma sul fatto che la Costituzione è stata sfregiata siamo in sintonia».

Bersani (A1): «Campo largo? Il punto è dare un’impronta più netta, e di sinistra, al governo»

«Hanno inventato il maiale tutto di prosciutto». Il copyright è di Pier Luigi Bersani (articolo 1), ma la metafora, per le quali l’ex segretario dem è ormai famoso, entra di diritto tra le perle di Perfidia, strappate all’ospite dalla conduttrice Grippo. Il riferimento è ancora all’autonomia differenziata e serve a spiegare il paradosso di chi pensa che la misura serva in egual misura a tutte le aree del paese. A lui però è riservata un’analisi sul mancato campo largo del centrosinistra: «Letta – dice Bersani - ha fatto comunque un'operazione che, in assenza di questa prospettiva di campo largo, è comunque riuscita a mettere assieme in una lista, delle forze diverse, idee diverse - articolo 1, socialisti, demos - le forze che si riconoscono nel Partito Socialista europeo che hanno le radici nelle culture politiche che hanno fatto questo democrazia e che possono e devono essere una colonna di riferimento. Comunque per costruirlo, questo campo largo, e per dargli un'impronta più netta, da sinistra di governo, perché questo mi pare il punto, è la missione certa, sulla quale è ora di non pettinare più le bambole».

Tajani (FI): «Siamo la forza che ha più esperienza di politica internazionale»

Non l’avesse mai fatto. Perché il vicepresidente e coordinatore unico nazionale di Forza Italia, ha provocato la Grippo su quella che in qualche modo può definirsi la diffusione di Perfidia. Credendo di essere collegato con una televisione regionale qualunque – LaC Tv ricordiamolo, è rintracciabile al canale 11 del digitale terrestre, 411 tivusat e 820 della piattaforma Sky – Tajani ha suggerito alla conduttrice quali temi trattare. Grippo non si è scomposta più di tanto, ma con la determinazione e l’orgoglio, di chi calca gli studi televisivi da tanto tempo, ha chiaramente detto al forzista che non si fa dettare la scaletta da nessuno e che i calabresi hanno tutto il diritto di poter dibattere e farsi un’opinione su tutti i temi dell’agenda politica, anche quelli europei e internazionali.


La Grippo ha cominciato a “sfruguliare” Antonio Tajani, sul ruolo di garante, in Europa, assegnato da Silvio Berlusconi a Forza Italia, per la reputazione del centrodestra, sostenendo che se c’è la necessità di dirlo evidentemente qualcosa non va per il verso giusto nella coalizione. Tajani incassa, ma replica: Siamo la forza che ha più esperienza di politica internazionale, per i ruoli ricoperti da Berlusconi e che hanno avuto tanti altri dei nostri. Siamo Il Partito Popolare Europeo in Italia che è anche la forza politica più consistente nelle istituzioni comunitaria. Il nostro programma comune inizia con un riferimento esplicito alla politica estera italiana che non cambierà».

A proposito della compattezza della coalizione, ha poi detto che «l’unità l’abbiamo dimostrata nei collegi uninominali dove il centrodestra avrà un candidato mentre la sinistra ne avrà quattro. Questo vuol dire che noi siamo uniti e abbiamo trovato la sintesi. Noi abbiamo dimostrato di essere coesi pur con idee diverse».

La risoluzione europea nei riguardi di Orban su cui Lega e Fratelli d’Italia si sono opposti diventa l’argomento attraverso il quale Antonella Grippo e Pasquale Motta hanno provato ad incalzare l’esponente azzurro. Ma per Tajani, quella, è solo una polemica strumentale della sinistra. «A Orban si può rimproverare di non rispettare determinate regole ed è giusto che venga sanzionato – replica - ma perché non si parla dell’omicidio della giornalista maltese Galizia in cui è coivolto il governo socialista di Malta? Se parliamo di democrazia e di diritti facciamolo a 360 gradi. I valori e gli ideali si difendono tutti i giorni».
Insomma Tajani non ci sta: «E poi, non credo che ai calabresi interessi Orban, ma quanto pagano la bolletta». Antonella Grippo ricorda che i calabresi sono cittadini europei a tutti gli effetti, e che non si fa dettare la scaletta da nessuno. Insomma il clima diventa incandescente. Pasquale Motta sottolinea che proprio Tajani potrebbe essere il prossimo ministro degli esteri e che le domande “scomode” hanno diritto di cittadinanza soprattutto in una trasmissione come Perfidia.

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