Reggio Calabria, Falcomatà a Castelli: «Dl agosto porta la nostra firma»

Il primo cittadino replica al viceministro M5s sulla norma che ha evitato il dissesto alla città: «Il segretario Pd e il ministro Gualtieri hanno sposato la nostra proposta, diventata ora modello di salvaguardia per moltissimi Comuni italiani»

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di Redazione
28 agosto 2020
10:43
Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà
Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà

«Si fa presto a salire sul carro dei vincitori, ma la verità sul 'Decreto Agosto' è un'altra e pure il viceministro Laura Castelli lo sa bene. Mente sapendo di mentire, rivendicando meriti che non le appartengono. Anzi, lei stessa mi ha detto, durante le travagliate ore che hanno portato all'approvazione del provvedimento, che avrebbe fatto di tutto affinché non passasse la norma che ha salvato il Comune di Reggio dal dissesto». È quanto afferma il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà controbbattendo alla dichiarazione dell'esponente del Governo che ieri ha partecipato ad un'iniziativa elettorale del M5s a sostegno del candidato sindaco pentastellato Fabio Foti.

 

Laura Castelli nel suo intervento di ieri a Reggio ha smentito le dichiarazioni di qualche giorno fa del primo cittadino, che aveva affermato di aver salvato la città dal debito ingiusto.

 

«La norma che ha riconosciuto 200 milioni contro il dissesto e che ha, di fatto, scongiurato una crisi irreversibile e senza precedenti per la nostra Città - prosegue Falcomatà - porta la firma, il nome e l'anima dell'amministrazione che ho l'onore di guidare. Se, al di fuori di Reggio Calabria, c'è qualcuno che l'ha fortemente sostenuta è, semmai, il ministro Roberto Gualtieri che l'ha rilanciata e difesa all'interno del Consiglio dei ministri. Tutto il resto sono parole al vento, inaccettabili se pronunciate da chi ha osteggiato e combattuto un provvedimento vitale per la nostra comunità. Soltanto i reggini, infatti, possono comprendere fino in fondo la sofferenza dell'aver sopportato un 'Piano di rientro' che ha imposto regole rigide, come l'aumento al massimo dell'aliquota sulle tasse, pur di recuperare l'enorme buco lasciato dal centrodestra a causa di spese folli, artifizi contabili e bilanci truccati. Nessuno, dunque, si permetta di speculare sulle difficoltà della nostra Reggio o di brandire fantasiose rappresentazioni come arma in campagna elettorale».

 

«Se il futuro dei reggini appare più roseo - sostiene ancora il sindaco di Reggio Calabria - questo va ascritto tanto alla giunta comunale, quanto al segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ed al ministro Roberto Gualtieri che hanno sposato appieno la nostra proposta, al punto da farla diventare modello di salvaguardia per moltissimi Comuni italiani».

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