Processo Miramare

Reggio, per Falcomatà sospeso e il Pd comincia la traversata nel deserto: resistere altri 12 mesi fuori sarà dura

La conferma in appello della sentenza di condanna rende estremamente difficile il percorso politico dell'Amminstrazione cittadina che va incontro a un periodo di forte logoramento. E anche per giocare la carta della prescrizione occorre tempo

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di Gabriella Lax
9 novembre 2022
18:01
Giuseppe Falcomatà
Giuseppe Falcomatà

«La città già in questi mesi, con i due sindaci facenti funzione e con la maggioranza, ha retto il colpo, adesso si tratterà di resistere ancora un po’». Così Giuseppe Falcomatà dopo la sentenza d’appello con la conferma della condanna a un anno dal giudizio del tribunale di primo grado. Certo la pena è diminuita, da un anno e 4 mesi a un anno (gli altri imputati sconteranno sei mesi), ma il sindaco sarà nuovamente sospeso per ulteriori 12 mesi per la legge Severino. Il futuro politico con questa nuova tegola non si prospetta roseo. Rispetto allo scorso anno qualche patema d’animo in meno perchè il sindaco facente funzioni già c’è, è Paolo Brunetti, e potrà continuare a operare in continuità con il ruolo che ha assunto («Per amore della città») lo scorso anno. E lo stesso dicasi per Carmelo Versace sindaco facente funzioni della Città metropolitana.

La maggioranza

Difficilmente ci potrebbero essere spinte a fare “harakiri” da parte del Pd nazionale per interrompere l’avventura cittadina. E, dalle parole del sindaco, la sua intenzione è quella di stringere i denti fino alla fine del periodo di esilio politico.


Se non dovessero esserci scossoni sarà il tempo a stabilire se la maggioranza in consiglio comunale riuscirà a reggere per ulteriori 12 mesi senza la guida del sindaco del Pd. Gli ultimi mesi hanno evidenziato una serie di difficoltà a far passare i provvedimenti. In molti casi la volontà della maggioranza si è concretizzata in uno o due voti in più. Soprattutto nel caso in cui dovesse aumentare il pressing dell’opposizione che al momento, salvo alzare la voce in consiglio comunale, non ha concretizzato nulla di preoccupante per i rivali politici.

L’opposizione

Già nelle prossime ore si potrà comprendere quale sarà la linea degli avversari politici di Falcomatà. Venerdì (sabato in seconda convocazione) ci sarà il primo consiglio comunale dopo la condanna del sindaco. La minoranza andrà a muso duro, rivendicando l’ennesima macchia caduta sulla città, in base alla decisione del giudice d’appello? C’è da dire che i movimenti per l’identikit di candidato di centrodestra non sono ancora definiti. Ci vorrà tempo certo, ma quanto?

La prescrizione

A proposito di tempi, una mano alla causa del ritorno del sindaco potrebbe arrivare dalla prescrizione. In ogni caso, come già chiarito, la prescrizione non opera autonomamente ma sarà necessario che sia dichiarata. Quindi i tempi per le motivazioni della sentenza di ieri e poi il ricorso alla Cassazione che fisserà l’udienza. Un percorso che sembra semplice ma che riguarda i tempi larghi della giustizia nel nostro Paese.

Rimpasto di giunta?

Nel caso di ritorno di Falcomatà i tanti cambiamenti per riassettare il suo potere politico erano già stati messi in conto. Si ventilava un rimpasto di giunta. Ipotesi non esclusa, nonostante la condanna, e che al momento potrebbe portare avanti anche il facente funzioni Brunetti.

Giornalista
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