Tridico sceglie la prof de La Sapienza e la destra rispolvera un suo post del 2024 sulla morte di Barbara Balzerani. L’europarlamentare di Avs la difende: «Preferite i vostri amici di Casapound e Almasri»
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«Ha esaltato le Brigate rosse, la sinistra ritiri la sua candidatura». Il post di Fratelli d’Italia contro la docente universitaria Donatella Di Cesare non è passato inosservato. A replicare e difendere la candidata che sarà candidata alle Regionali in Calabria nelle liste del campo largo a sostegno di Pasquale Tridico è Mimmo Lucano, europarlamentare di Avs e sindaco di Riace.
Lucano: «Fdi preferisce Casapound e Almasri a Di Cesare»
«Da che pulpito viene la predica – dice Lucano –. Alla vigilia della campagna elettorale per le regionali in Calabria, dai profili social di Fratelli d’Italia leggo un attacco alla professoressa e amica Donatella Di Cesare accusata dal partito della Meloni di offendere la storia della Nazione solo perché aveva espresso un ricordo umano nei confronti di Barbara Balzarani, il giorno della sua morte. A proposito di storia del nostro Paese, non mi pare che Fratelli d’Italia abbia mai preso le distanze dai periodi più bui del fascismo e dello stragismo nero».
La risposta polemica di Lucano continua: «Inoltre, a proposito dell’attendibilità da cui proviene l’attacco, è alquanto singolare che Fratelli d’Italia si scandalizzi per la probabile candidatura della professoressa Di Cesare, una persona perbene e dai grandi valori sociali e umani, dimenticando la vicinanza del partito della Meloni al movimento Casapound e, più di recente, l’aiuto del governo al torturatore libico Almasri accompagnato con l’aereo di Stato in Libia dove continuerà a torturare i migranti nei lager della morte».
L’attacco di Fdi: «La sinistra rimuova la candidatura di Di Cesare»
L’attacco a Di Cesare sulla pagina Fb di Fratelli d’Italia muove dalla considerazione che «le Brigate Rosse hanno seminato morte, dolore e paura in tutta Italia. Hanno spezzato famiglie, lasciato orfani, distrutto vite. Qualsiasi tentativo di giustificare o esaltare quella stagione buia è un insulto non solo alla memoria delle vittime, ma a tutta la nostra storia.
Per questo è inaccettabile che nella sinistra calabrese si pensi di poter dare spazio a chi, ancora oggi, esprime ammirazione verso i terroristi delle BR. Non è una questione di schieramenti politici, è una questione di dignità, di rispetto e di memoria. È tempo che la sinistra compia un atto di responsabilità: rimuova chi offende la storia della Nazione e il dolore delle famiglie colpite dal terrorismo. Non si può predicare giustizia e libertà e al tempo stesso legittimare chi elogia i carnefici della nostra Italia. La memoria delle vittime merita rispetto. Sempre».
Il post di Di Cesare per Balzerani nel 2024
La polemica su Di Cesare risale al marzo 2024, quando la filosofa di origini calabresi aveva dedicato un post su X alla scomparsa di Barbara Balzerani, ex esponente delle Brigate rosse in cui diceva che la rivoluzione di Balzerani era stata anche la sua e salutava «la compagna Luna». In un’intervista a La Stampa spiegò poi di averlo scritto «per affermare compassione umana rispetto a una persona che scompare». E di averlo poi cancellato perché «mi hanno fatto presente che stava dando adito a fraintendimenti e anche a interpretazioni pretestuose». Di Cesare disse anche di aver sempre condannato la violenza politica: «La mia generazione guardava al futuro e pensava al cambiamento, a un mondo senza discriminazioni, senza guerre, senza ingiustizie sociali, e mi chiedo cosa sarebbe l’Italia di oggi senza le lotte di quegli anni. Io scelsi il femminismo, quegli anni non possono essere ridotti al terrorismo».