Regionali, de Magistris: «Non ho speso neanche un euro di Napoli per i viaggi in Calabria»

La risposta dell'attuale sindaco partenopeo all'articolo di Repubblica in cui veniva accusato di aver usato fondi della città nelle trasferte calabresi per concludere le trattative sulla sua candidatura a presidente

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14 febbraio 2021
11:00
Luigi de Magistris
Luigi de Magistris

«Spiace davvero e mi mette tristezza dover leggere che utilizzo fondi del Comune (di Napoli)per impegni che non hanno a che vedere con la mia carica di primo cittadino. Nel caso specifico di quel mio impegno istituzionale e politico non sono costato un solo euro alle casse del Comune, tra l’altro come spesso mi è capitato nel corso dei quasi dieci anni da sindaco. Per quella trasferta nessuna spesa di rappresentanza, nessun albergo e nessun pranzo, non ho chiesto alcun rimborso, ma solo lavoro, lavoro e lavoro».

Così l’attuale sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in risposta all’articolo di Repubblica del 12 febbraio, in cui veniva accusato di essersi recato a Reggio Calabria, per concludere le trattative sulla sua candidatura a governatore della Regione Calabria, con la scorta e l'auto di servizio a spese dell'ente partenopeo.


«Credo che pochi ignorino - afferma l’ex magistrato -che sono sottoposto fin dal 2005, da magistrato prima e da rappresentante delle istituzioni poi, al pesante regime della tutela. Come ben sa questa misura condiziona, per garantire la sicurezza della mia persona, ogni mio spostamento. E questo non certamente per mia scelta, ma per le disposizioni di un apposito Comitato presso la Prefettura e con la predisposizione dei servizi di tutela, organizzati da parte della Questura. La tutela opera 24 ore su 24 e per ogni tipo di impegno, anche personale e familiare».

«Per questo ho trovato offensivo - continua il sindaco di Napoli - il ripetuto riferimento nell’articolo alla mia candidatura in Calabria. E trovo davvero spiacevole che si cerchi di montare un caso sulle spese legittime utilizzate per pagare una stanza e il pranzo a chi è preposto alla tutela della mia incolumità. Che sia un poliziotto municipale, o un appartenente ad altre forze di polizia, non dipende da me, ma dalle istituzioni che deliberano sulla mia sicurezza personale».

«Non auguro a nessuno di trovarsi da sedici anni nella mia condizione di “tutelato” - conclude Luigi de Magistris -, davvero signor direttore, a nessuno…. ma sono limitazioni della mia sfera personale e familiare che riesco ad accettare solo per la totale dedizione alla mia Città e ancor prima per il mio impegno rischiosissimo nella Magistratura».

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