Elezioni regionali, a sinistra spunta il nome di Arcuri ma Viscomi tesse la sua tela

Il commissario nazionale per l’emergenza Covid nominato da Conte avrebbe il profilo altissimo che si richiede per un civico. Ma il deputato catanzarese lavora sull'asse Martina-Delrio

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di Riccardo Tripepi
24 ottobre 2020
15:53
Domenico Arcuri
Domenico Arcuri

Mentre si aspetta di capire l’evoluzione della curva dei contagi del Coronavirus che determinerà la vita pubblica e politica dei prossimi mesi, condizionando anche la data delle prossime regionali, gli schieramenti politici hanno comunque iniziato a muovere le proprie pedine.

A Roma è stata un continuo susseguirsi di incontri e vertici per affrontare il caso Calabria che si trova senza governo regionale nel momento più delicato della pandemia. Lo stesso presidente della giunta facente funzioni Nino Spirlì ha chiaramente detto ai capigruppo che si terrà in stretto contatto con il governo Conte per traghettare la Regione in questa delicata fase e capire quando poter procedere alla convocazione dei comizi elettorali.


Il centrosinistra, reduce dalla brutta sconfitta delle ultime regionali con Pippo Callipo, ha avviato una serie di discussioni preliminari per cercare di evitare gli errori dell’ultima volta. E se da un lato si guarda alla costruzione della coalizione, dall’altro si cominciano a valutare i possibili candidati. I colonnelli di Pd e Cinque Stelle, dando per scontato che il governo guidata da Giuseppe Conte regga agli urti della tempesta in atto, vorrebbero che alle prossime elezioni l’alleanza di governo venga replicata sui territori. Un’alleanza che dovrebbe essere aperta al civismo, un po’ sul modello vincente che è venuto fuori a Crotone con l’esperienza di Voce.

 

I nomi, però, avranno il loro peso. Ed allora si iniziano a valutare le varie possibilità. Lungo la pista civica, in casa Pd, si guarda ad un nome che potrebbe essere inattaccabile. Si tratta dell’attuale commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri. L’uomo del momento, insomma, e con un profilo inattaccabile. Per forza gradito anche ai Cinque Stelle, considerando che è stato proprio il premier Conte a volerlo nell’attuale ruolo. Le incertezze riguardano la sua propensione ad accettare un incarico del genere e anche l’andamento dell’epidemia che attualmente lo tiene occupato.

Sul fronte politico, invece, chi sta muovendo passi concreti con una serie di incontri con l’area Martina e Delrio è il deputato Antonio Viscomi. Ex vicepresidente e assessore al Bilancio della giunta guidata da Mario Oliverio, Viscomi avrebbe il profilo istituzionale per guidare la coalizione. E l’idea comincia a piacere anche a Luca Lotti e all’area centrale della Calabria che scorrendo la lista del proporzionale scopre che il sindaco di Soverato Ernesto Alecci (vicinissimo a Lotti) entrerebbe in Parlamento al posto di Viscomi.

 

Si tratta di schermaglie iniziali naturalmente, ma che restituiscono comunque la fase di grande attività all’interno dei partiti. Sicuramente dovrà adesso decidersi sulle sorti del congresso regionale del Pd. La pandemia lo mette a rischio, nonostante la reggenza di Stefano Graziano sia arrivata al capolinea da tempo, mentre federazioni come Reggio e Crotone continuano a non avere neanche i segretari provinciali.

Se il congresso non dovesse celebrarsi è chiaro che dovrà trovarsi una soluzione ponte da affidare magari allo stesso Graziano ma affiancato magari da un gruppo di saggi diviso per area che sappia guidare la fase.

Sul tema sarà Nicola Zingaretti in persona a decidere non appena si metterà al lavorare sulla questione Calabria.

Giornalista
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