Riace, Mimmo Lucano: «Io candidato a sindaco? Non so, non rimango insensibile»

INTERVISTA | Mentre Trifoli decade dalla carica, lasciando le funzioni al suo vice, l'ex primo cittadino si dice possibilista e aggiunge: «Nel giro di un mese possiamo ricostruire il circuito dell'accoglienza»

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di Salvatore Bruno
30 ottobre 2020
17:13

«Ci basterebbe un mese per riproporre Riace come simbolo mondiale dell'accoglienza». Mimmo Lucano non ha dubbi. Della breve esperienza condotta da Antonio Trifoli alla guida del borgo jonico, non parla.

Trifoli ineleggibile

E neanche della recente sentenza con cui la magistratura ha sancito anche in secondo grado la ineleggibilità dell'esponente leghista, condannandolo di fatto, a dover cedere le funzioni al suo vice. Lucano non ne parla, forse perché chi ha sostenuto l'avvicendamento ed il cambio di rotta politica a Riace, ha comunque raggiunto ugualmente il suo scopo: quello di gettare a mare un modello di solidarietà studiato ed apprezzato nei cinque continenti.


Pronti alla ricostruzione

Ma non tutto è perduto. Lucano ne è convinto: «Non ci vuole molto per ricostruire quel circuito di sostegno diventato planetario». Trifoli potrebbe ricorrere alla Cassazione, ma tecnicamente quella poltrona potrebbe tornare presto libera. E legittimamente ambita anche da Lucano: «Io candidato? Questo non lo so. Ovviamente non rimango insensibile». Lo abbiamo intervistato a margine della presentazione, a Cosenza, del suo libro edito da Feltrinelli Il Fuorilegge, la lunga battaglia di un uomo solo. 

Giornalista
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