Mimmo Lucano può tornare a indossare la fascia tricolore. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha infatti accolto il ricorso presentato dal collegio difensivo del sindaco, gli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta, disponendo la sospensione del provvedimento che gli impediva di esercitare le funzioni amministrative a Riace in applicazione delle norme previste dalla legge Severino.

La decisione dei giudici reggini congela lo stallo istituzionale in attesa che la Corte di Cassazione si pronunci in via definitiva sul quadro penale e sui relativi riflessi amministrativi. Una vittoria procedurale di peso per i legali di Lucano, che avevano sollecitato il ripristino pieno dei poteri del primo cittadino evidenziando i presupposti per la sospensione della misura in vista dell'imminente passaggio alla Suprema Corte.

«Potrò ritornare a fare il sindaco e onorare il mandato datomi dalle cittadine e dai cittadini riacesi - ha dichiarato Lucano -Ho fiducia che la Suprema Corte sciolga definitivamente l'assurda vicenda della legittimità del mio ruolo da sindaco, in cui sono stato intrappolato più di un anno fa. Lo ripeto: forse faccio più paura come sindaco che come europarlamentare».

La parola fine sulla complessa vicenda giudiziaria e amministrativa spetterà ora agli ermellini di Roma, ma per il momento le porte del municipio di Riace tornano ad aprirsi per Lucano.