Rinvio elezioni provinciali, a Crotone Fratelli d’Italia insorge: «Il giochetto è riuscito»

L'approvazione di un emendamento al decreto Milleproroghe rischia di far slittare il voto per il rinnovo del presidente che FdI invoca da gennaio

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di Redazione
24 febbraio 2021
06:35

Il coordinatore provinciale di Crotone di Fratelli d’Italia, Michele De Simone, torna a criticare il presidente ff della Provincia, Simone Saporito, sulla convocazione delle elezioni del presidente dell’ente intermedio pitagorico, che erano state fissate per il 31 marzo prossimo.

Il rinvio

«La Commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati – spiega De Simone in una nota - ha approvato nelle scorse ore un emendamento al decreto Milleproroghe, che prevede che le elezioni provinciali debbano essere svolte entro 60 giorni dalla proclamazione degli eletti nei Comuni che andranno al voto nel 2021 (per la nostra Provincia Cotronei e Pallagorio, oltre ai Comuni commissariati di Casabona e Crucoli). Nelle prossime ore il Milleproroghe, salvo improbabili imprevisti, sarà convertito in legge e si dovrà quindi attendere l’ufficializzazione della data delle prossime elezioni amministrative per poter fissare la data del voto delle elezioni provinciali».


Dito puntato contro Saporito

«Tutto secondo il piano del consigliere anziano facente funzioni del presidente, e con la compiacenza di tutte le forze politiche locali, nessuna esclusa, eccezion fatta per Fratelli d'Italia che ha chiesto con insistenza, sin da febbraio 2020, che le elezioni fossero indette nel più breve tempo possibile» aggiunge l’esponente politico di Fratelli d’Italia, il quale ricorda che «si è votato a Reggio Calabria il 24 gennaio e a Cosenza il 7 febbraio (ma anche a La Spezia il 10 gennaio), quindi si sarebbe potuto agevolmente votare anche a Crotone coinvolgendo i poco più di 300 amministratori dei nostri Comuni».

Paradosso Crotone

«Ragioni di opportunità, di etica e di responsabilità avrebbero spinto – prosegue De Simone - a indire le elezioni il prima possibile. La Provincia è retta da un anno e mezzo da un facente funzioni che non è sindaco, e in questo anno e mezzo si sono rinnovati, tra gli altri, i Consigli Comunali di Crotone, Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto, ed inoltre dalla data di elezioni del Consiglio Provinciale sono stati rinnovati i 3/4 dell'elettorato. Trattandosi di elezioni di secondo livello è evidente come né il facente funzioni né lo stesso consiglio siano oggi rappresentativi della base elettorale e quindi del territorio».

«L'anomalia del paradosso Crotone (che dovrà avere una risonanza nazionale), unica Provincia retta da un consigliere comunale di minoranza, evidenzia ancora di più – si legge ancora nella nota - i limiti della riforma Delrio, riduttiva e superficiale anche nel suo impianto normativo. Limiti che potevano comunque esser superati se il consigliere Saporito, preso atto del suo ruolo temporaneo, e soprattutto non rappresentativo dell'attuale rappresentanza territoriale, avesse indetto le elezioni nei primi giorni di gennaio, senza confidare e sperare nell'ennesimo rinvio "romano". Ma sono purtroppo prevalsi altri interessi personali e di gruppo».

Critiche a Iacucci

De Simone punta il dito anche contro Franco Iacucci: «Fa specie che abbia indetto le elezioni provinciali di Cosenza per il 7 febbraio (in cui è stato riconfermato Presidente della Provincia), ma che poi nella veste di Commissario Provinciale del Pd di Crotone non abbia preso posizione e chiesto che anche a Crotone fossero indette le elezioni provinciali. I soliti due pesi e due misure della sinistra che vuole il voto solo quando può vincere. Silenzio assoluto dal Sindaco Voce, il quale esulterà per il rinvio vista l'instabilità della sua maggioranza che senza una sua candidatura si sarebbe divisa».

«Prima o poi si voterà - conclude De Simone - dunque Fratelli d'Italia proseguirà a confrontarsi con gli altri partiti, e soprattutto con le liste civiche di Crotone e con gli amministratori dei Comuni della Provincia per costruire un'alternativa politica seria che non ruoti solo su un nome ma che abbia solide basi politiche e programmatiche».

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