La conferenza stampa

Rosarno, il bilancio della commissione straordinaria dopo 7 mesi: «Dissesto non ancora evitato»

VIDEO | Conferenza stampa della Terna insediatasi dopo lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale. I commissari sono intenzionati a chiedere la proroga del mandato in quanto le urgenze sono diverse

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di Agostino Pantano
25 aprile 2022
22:00

La commissione straordinaria che guida il comune di Rosarno, a 7 mesi dal suo insediamento ha tenuto una conferenza stampa per illustrare le principali attività fatte e quelle in cantiere. «La più grossa emergenza che abbiamo dovuto affrontare – ha detto il vice prefetto Antonio Giannelli – ha riguardato senza dubbio gli effetti dell’evento alluvionale avvenuto nella zona di via Pitagora. Su questo esiste una data spartiacque, il 30 giugno, entro la quale sapremo se la messa in sicurezza dell’area dipende dalla demolizione dell’immobile pericolante, ovvero se si può procedere con interventi che consentano alle persone di rientrare nelle proprie case, visto anche che solo fino a quella data il Comune potrà sostenere le spese per gli alloggi che abbiamo trovato».

Su questo i commissari hanno aggiunto che rimane attiva l’interlocuzione con la Regione e che a breve è programmato un altro incontro. «Certamente – ha detto il commissario Emilio Buda – in questi mesi Rosarno si è tolta di dosso l’etichetta di città sporca, questo grazie alla collaborazione dei cittadini, e all’impegno della ditta impegnata nella raccolta dei rifiuti. Tale collaborazione purtroppo rimane invece complicata sul fronte dei pagamenti dei tributi e l’alta evasione che ancora riscontriamo ci costringe a tenere ancora in piedi la possibilità del dissesto finanziario, contro la cui dichiarazione stiamo effettuando assieme al revisore dei Conti altri controlli».


Il presidente Giannelli ha dichiarato che sarà intenzione chiedere, al termine dei 18 mesi di mandato, una proroga dello stesso ed ha elencato le altre urgenze che impegneranno la Terna nei prossimi mesi. «Esistono una serie di strutture – ha detto – realizzate con fondi pubblici ed europei che non sono utilizzate benché le ditte impegnate siano state pagate. Dobbiamo fare in modo di garantirne un uso, allo stesso di quelle che devono essere impiegate per favorire la dislocazione dei migranti ospitati nel campo di Testa dell’Acqua».

Giornalista
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