Caro energia

Salvini da Reggio rilancia un «patto politico» per aiutare famiglie e imprese

Il leader della Lega chiude la due giorni elettorale calabrese in riva allo Stretto rilanciando il modello francese. Lavoro e infrastrutture per la Calabria. E sui medici cubani: «Aboliamo numero chiuso a Medicina»

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di Claudio Labate
29 agosto 2022
13:39

«Sto girando la Calabria in lungo e in largo c’è voglia di lavoro, di infrastrutture, c’è fame di merito. La Calabria non ha bisogno di aiutini, pacche sulle spalle o raccomandazioni». Si presenta così Matteo Salvini a Reggio Calabria, in quella che è una colazione allargata a militanti e simpatizzanti della Lega accorsi in riva allo Stretto per salutare il Capitano in partenza per la Sicilia, dove continuerà il suo tour elettorale.

Ed in riva allo Stretto, il leader del Carroccio da sempre indicato come un filo putiniano, riscopre la Francia, i suoi sistemi e le sue soluzioni. Dal nucleare ai temi Universitari del numero chiuso, passando per la risposta alla crisi energetica, Salvini rilancia in maniera forte e decisa il modello francese: «Se fanno cose che funzionano – dice – perché non copiarle?».


Salvini: «Il Ponte è una necessità»

Da Reggio, non a caso, il tema dell’attraversamento stabile rimane in cima ai suoi pensieri: «Fra i nostri impegni – dice Salvini - c'è quello che entro qualche anno non si debbano più perdere due ore per passare dalla Calabria alla Sicilia e dalla Sicilia alla Calabria. Il Ponte sullo Stretto di Messina è assolutamente una necessità per unire l'Italia all'Europa non per unire Messina a Reggio. Oltretutto abbiamo anche il vantaggio che l'Europa lo pagherebbe più della metà dei costi. Una volta tanto che a Bruxelles ci danno una mano, cogliamola questa possibilità».

Ma infrastrutture sono per il leader del Carroccio «le strade, le Ferrovie e anche la connessione internet, perché non puoi lavorare, non puoi fare impresa non puoi parlare di telemedicina quando in mezza regione non hai la connessione a Internet e al resto del mondo. Quindi il lavoro e lo sviluppo delle Infrastrutture. E poi rispetto».

Salvini: «Abolire numero chiuso a Medicina»

Matteo Salvini riprende da qui la vicenda dell’annuncio di Roberto Occhiuto del ricorso ai medici cubani per aiutare i nostri ospedali in difficoltà, rilanciato in maniera discutibile dal “The Times”. Il leader della Lega chiede rispetto per la nostra regione: «Al Times dice che la Calabria è la capitale Mondiale della mafia dico: sciacquatevi la bocca prima di parlare della Calabria e dei calabresi in questa maniera, perché la Calabria è gente perbene che reagisce e che resiste, che alza la testa. Ci sono ‘ndranghetisti in Calabria, come ad Aosta e in altre parti, bisogna inseguirli e portargli via anche le mutande. Vanno combattuti. Onore agli imprenditori che resistono e ai giovani che non scappano».

Ma la vicenda dei medici cubani serve a Salvini anche per rilanciare un tema che è al centro del dibattito nazionale: «Anche in Lombardia mancano i medici, anche in Puglia mancano i medici. Qual è la proposta della Lega? Allargare la possibilità per i nostri ragazzi di fare medicina e togliere il numero chiuso che blocca l'accesso alla facoltà di Medicina, come in Francia. Tra Italia e Francia c'è rivalità calcistica, culinaria, enogastronomica - secondo me i vini italiani sono migliori dei vini francesi dice - però se in Francia fanno qualcosa che funziona perché non copiare? In Francia al primo anno di medicina possono accedere tutti. La selezione si farà negli anni successivi».

Crisi energetica, Salvini: «Un tetto massimo al più presto»

Ma il tema dei temi di queste settimane rimane per il leader leghista come aiutare le famiglie e le imprese a pagare le bollette della luce e del gas, al netto delle posizioni leghiste che vogliono l’uscita dalla crisi energetica rilanciando i rigassificatori, i termovalorizzatori e il nucleare: «Quando il Pd in Europa dice no al gas, no al nucleare, fa il male dell'Italia. In Germania o in Cina funzionano delle centrali a carbone, per intenderci. Quindi qua c'è bisogno di accelerare sulle rinnovabili, per carità di Dio, ma non si può fare a meno del gas e non si può fare a meno in prospettiva neanche del nucleare. Tutto il resto del mondo sta andando verso il nucleare, non possiamo rimanere gli unici che dicono dei “no” senza senso. I rigassificatori, i termovalorizzatori, il fotovoltaico idroelettrico… ovunque ci sia spazio, possibilità e volontà locale di produrre energia, di sviluppare ricchezza, di creare lavoro, si facciano. Gioia Tauro e un'aria straordinaria ancora troppo poco valorizzata».

Poi Salvini lancia la proposta della Lega a tutto il resto della politica italiana per ridurre le conseguenze della crisi energetica in atto: «Almeno su questo tema dobbiamo metterci d'accordo. Almeno su questo firmiamo una proposta comune. In Francia dal primo gennaio di quest'anno c’è un tetto massimo. Le bollette non possono aumentare più del 4% perché i soldi che mancano glieli mette lo stato. Allora copiamo il modello francese: le bollette di luce e gas in Italia per famiglie aziende negozi non possono raddoppiare triplicare. Se la politica vuole continuare a essere seria su questo ci vuole l'accordo di tutti. Un intervento urgente un intervento di guerra, perché siamo in guerra contro il covid e perché c'è una guerra in corso. In tempi di guerra occorrono soluzioni veloci, abili e concrete. Quindi la proposta della Lega a tutta la politica italiana a Letta, a Conte, dividiamoci su altro perché su altro io la penso diversamente dalla sinistra. Abbiamo idee diverse però la bolletta della luce e del gas non è di destra o di sinistra. In Francia lo Stato ci mette i soldi necessari, tra i 20 e i 38 miliardi di euro, per bloccare gli aumenti delle tariffe, lo possiamo fare anche noi. Quindi convochiamoci subito in Parlamento, e subito il Consiglio dei ministri per il governo in carica e, dalla Lega al PD ai 5 Stelle, firmiamo un impegno per aiutare famiglie e imprese subito con soldi veri. Il Senato si riunisce il 6 settembre per approvare il decreto aiuti, sugli aiuti vecchi. Ecco diciamo che servono aiuti nuovi. Io non penso che in Europa qualcuno abbia niente da dire se per bloccare la guerra energetica il governo italiano stanzia dei soldi. Chi dice di no non aiuta l'Italia che perde tempo a polemizzare e litigare non aiuta l'Italia. Una volta risolto il problema bollette luce e gas parliamo di tutto il resto».

Immigrazione, Salvini: «Il voto può fare giustizia degli errori commessi»

«Loro dicono che servono più immigrati, io dico che bisogna controllare chi entra in Italia perché non possiamo permetterci decine di migliaia di arrivi abusivi e clandestini, perché non ce la facciamo più. La sinistra vuole una tassa patrimoniale sui risparmi, noi proponiamo la Flat Tax al 15% non solo per le partite Iva ma anche per le famiglie, i lavoratori i dipendenti e i pensionati».

Salvini prova a concentrare in poche parole il programma di governo della Lega e del centrodestra, e si sofferma anche sul tema dell’immigrazione clandestina: «Non parlo apposta di controllo dei confini, espulsioni, contrasto all'immigrazione clandestina, perché ho dimostrato pagandolo sulla mia pelle che si possono contrastare gli scafisti. Mi arrivano stamattina da Lampedusa immagini impressionanti e drammatiche: 2000 sbarchi in poche ore. Siamo veramente al di là del bene e del male. Mi domando se l'attuale Ministro dell'Interno in carica Lamorgese sia stato avvistato su un'isola deserta, se sia in vacanza, se sia su un altro pianeta, dove sia, perché ahimé stiamo registrando numeri preoccupanti. Però ripeto il voto del 25 settembre può fare giustizia di tanti errori e poi il centro-destra avrà il dovere di lavorare bene insieme, non per cinque anni ma almeno per 10 perché se gli italiani ci danno fiducia per fare tutto quello che abbiamo in testa non bastano pochi mesi».

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