Il neo sindaco commenta la vittoria al ballottaggio e dice di non temere l’anatra zoppa: «Non abbiamo paura di niente, anche i consiglieri candidati con Ambrogio dovranno riconoscere la nostra vittoria»
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Nella sede di Antonio Barile il clima è frizzante fin dalle 15,30, quando i dati lasciano intendere il finale sperato: si sorride e si attende l’esito che sarà sigillato da un boato. Barile arriva ai microfoni di LaC poco dopo le 16, quando il risultato è ormai acquisito. Dopo una campagna elettorale condotta all’arrembaggio e con toni duri il carico emotivo si sente e il candidato – già sindaco per il centrodestra – si commuove ai nostri microfoni.
«San Giovanni in Fiore – dice – non poteva accettare che la sua dignità di città fosse messa sotto ai piedi da nessuno. Credo che oggi abbiamo scritto una bellissima pagina di politica perché abbiamo respinto la politica che non va bene in Calabria». Barile vince con una sola lista: lo aveva già fatto nel 2010. Questa volta avrà lo scoglio dell’anatra zoppa: governerà contro (in teoria) la maggioranza dei consiglieri.
Teme l’instabilità? «No, non ci fa paura nulla: anche i consiglieri candidati nelle liste di Ambrogio dovranno riconoscere la nostra vittoria, credo che passeranno dalla nostra parte». La vittoria per Barile è un segnale alla politica regionale: sono stati sconfitti anche gli sponsor di Ambrogio e dell’ex sindaca (e moglie) Rosaria Succurro. Tutti sul palco per sostenere il centrodestra, ma «San Giovanni in Fiore – commenta Barile – ha capito chi ci ha governato in questi anni e sa chi ci governerà in futuro». È una vittoria contro un modo di interpretare la politica: «San Giovanni in Fiore non poteva subire questa offesa all’intelligenza dei cittadini e ha risposto nel modo che questa gente si meritava».

