Sanità, quasi due miliardi chiusi nei cassetti. Guccione torna alla carica

Il consigliere del Pd chiede alla Regione un cambio di marcia per utilizzare in fretta la montagna di denaro messa a disposizione in questi anni dal Governo per la realizzazione di nuove strutture e l'acquisto di macchinari al passo coi tempi

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di Camillo Giuliani
30 gennaio 2021
14:10

Per ridare dignità al sistema sanitario calabrese servirebbero nuovi ospedali, macchinari al passo coi tempi, case della salute disseminate sul territorio. Ma nonostante i soldi per avere tutto quanto appena elencato ci siano già nessuno li usa e la Sanità regionale non è ancora in grado di garantire almeno i livelli essenziali di assistenza. La Calabria, infatti, ha a disposizione da tempo quasi due miliardi di euro da impiegare per offrire cure degne di questo nome ai cittadini e la necessità di impiegarli al più presto, eppure tutto, o quasi, resta fermo. Lo aveva evidenziato in primavera il gruppo consiliare del Pd alla Regione, con un'interrogazione a risposta scritta a Jole Santelli. E la replica della governatrice non era stata delle più confortanti. Basta citarne una parte per rendersene conto: per i nuovi ospedali di Vibo, Gioia Tauro e Sibari, finanziati nell'ormai lontano 2007 con una somma complessiva di quasi 440 milioni di euro, toccherà attendere nella migliore delle ipotesi il 2023, sempre che gli operai vadano avanti senza intoppi e qualche indagine della procura non rallenti ulteriormente le cose. Ma le cifre in ballo sono molto più alte e a ricordarlo è il democrat Carlo Guccione, che a distanza di qualche mese da quell'interrogazione, torna alla carica chiedendo alla Cittadella un cambio di passo immediato.

Una montagna di soldi per gli ospedali

Guccione ricorda «la montagna di soldi inutilizzati su sui è seduta la Sanità calabrese», un tesoro da un miliardo e 756 milioni di euro che servirebbe a «realizzare una rete ospedaliera e territoriale efficiente con ospedali dotati di tecnologie avanzate ed adeguate che rispettino la classificazione prevista». Dei 440 milioni per i tre nuovi ospedali e i relativi 1067 posti letto per acuti si è già detto, ma nel conto vanno aggiunti i 701,5 milioni che la Cittadella progettava di impiegare per un primo stralcio di interventi: 25 per l'adeguamento e il potenziamento dell’ospedale di Crotone, 20 milioni per quello di Lamezia Terme, 375 milioni per la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza più altri 45 milioni per la Cittadella della salute nel capoluogo bruzio. E ancora un milione e 570mila euro per il potenziamento tecnologico del GOM di Reggio Calabria, più altri 235 milioni destinati a Catanzaro: 170 milioni per costruire il nuovo ospedale, ulteriori 40 per la Cittadella della salute e 25 milioni per l'adeguamento impiantistico e funzionale del plesso ospedaliero Mater domini.


Quasi 90 milioni per i macchinari

Il conto comprende anche il denaro per costruire sei Case della salute grazie a una convenzione sottoscritta con Invitalia. Dovrebbero sorgere a San Marco Argentatano (costo previsto: 8,15 milioni), Cariati (9,17), Mesoraca (5,5), Chiaravalle (8,1), Scilla (8,25) e Siderno (9,76), ma le gare d'appalto non sono ancora partite. Sempre grazie a un accordo con Invitalia, ci sono poi altri 86 milioni e mezzo, destinati all'ammodernamento tecnologico delle Aziende sanitarie. Nel dettaglio, dovrebbero servire all'acquisto e l'installazione di 23 nuove Tac, 14 nuove risonanze magnetiche, 19 mammografi, 12 angiografi, due Gamma camera, tre Gamma camera Tac, tre Pet-Tac e due acceleratori lineari. Senza dimenticare che, sottolinea Guccione, «con Dpcm 24 dicembre 2018 sono stati assegnati alla Calabria 300 milioni di euro di fondi Inail per investimenti in materia di edilizia sanitaria e sociale» e che «ulteriori 180 milioni di fondi Inail sono stati previsti per il completamento dell’ospedale Morelli di Reggio Calabria».

Commissariamento per accelerare

Cosa fare con tutti questi soldi che «giacciono nei cassetti della Regione»? Spenderli ovviamente e anche in fretta, per una vera e propria «rivoluzione dell’ammodernamento tecnologico e strutturale della rete territoriale e ospedaliera della sanità calabrese». Anche perché quel fiume di denaro potrebbe rappresentare «un forte e positivo shock per l’economia calabrese», quindi impiegarlo aiuterebbe a prendere i classici due piccioni con una fava. Ma come fare se finora non c'è riuscito nessuno? La soluzione, per Guccione, arriva da Roma: «Il governo nazionale ha previsto il commissariamento per 50 opere strategiche del nostro Paese al fine di accelerare le procedure di realizzazione. È necessario adottare subito anche per la Calabria questo strumento per far sì che si realizzino in tempi rapidi i nuovi ospedali, le Case della salute e si acquistino le tecnologie necessarie al sistema sanitario calabrese».

 

giuliani@lactv.it

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