Presentata in Consiglio regionale la manifestazione d’interesse prevista dalla legge 10/2023. Il presidente Cirillo: «Garanti efficaci sul territorio». Lomonaco: «Nessuno deve essere lasciato solo»
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Un percorso operativo e concreto per costruire una vera e propria rete di protezione istituzionale attorno alle vittime di reato, valorizzando le competenze presenti sul territorio e offrendo risposte tempestive alle situazioni di fragilità. Per farlo, il Consiglio regionale della Calabria ha lanciato la manifestazione d’interesse per la costituzione della Rete regionale multidisciplinare, quale prioritario strumento di supporto all'Ufficio del Garante delle vittime di reato.
All’iniziativa tenutasi nei locali del Polo Culturale Mattia Preti di Palazzo Campanella, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo e il Garante delle vittime di reato Antonio Lomonaco che hanno sottolineato il valore politico e sociale dell'iniziativa. Proprio Cirillo, rivendicando la bontà della scelta istituzionale compiuta con la creazione della figura del Garante ha inteso evidenziare «come Ufficio di Presidenza e Consiglio regionale stiamo lavorando per garantire la massima funzionalità ai garanti, affinché possano operare nelle migliori condizioni possibili grazie anche al supporto della struttura burocratica e dei nostri funzionari». Il primo inquilino di Palazzo Campanella ha quindi ricordato come qualche giorno fa, sia stato presentato insieme al Garante della disabilità, Ernesto Siclari, un altro progetto importante, un'altra rete che riguarda la disabilità e le problematiche che ci sono all'interno dei comuni, provando a limitare al massimo le problematiche.
Ma Cirillo non rinuncia quindi a lanciare una stoccata politica: «Qualche anno fa, nella scorsa legislatura, abbiamo istituito molti Garanti, e abbiamo ricevuto anche molte critiche da parte della minoranza, ma io credo che l'istituzione di alcuni Garanti sia stato molto efficace e funzionale per il Consiglio regionale e per l'intera Calabria. L'abbiamo visto, lo stanno dimostrando nell'ottimo lavoro che stanno facendo nel territorio».
Da qui una sorta di endorsement diretto proprio al Garante delle vittime di reato: «Antonio Lomonaco, oltre a essere un bravissimo avvocato, sta facendo un ottimo lavoro, intervenendo sul territorio e costruendo progetti importanti anche all'interno delle scuole, come il progetto “Ti sbullu” per la formazione e l'aggregazione dei nostri ragazzi. Noi come istituzioni abbiamo il dovere anche di dare una formazione migliore ai nostri studenti nella nostra regione».
La manifestazione d'interesse e il "Modello Calabria"
L'avviso pubblico, già online e con una durata di 90 giorni (ma aperto anche a successive adesioni permanenti), è rivolto alle associazioni, agli enti e alle organizzazioni del terzo settore impegnate nell'assistenza alle vittime. A questa prima fase seguirà poi la sigla di specifici protocolli d'intesa con le Prefetture, le Forze dell'Ordine e la Magistratura.
A tracciare le linee guida dell'iniziativa è stato il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, Antonio Lomonaco, che ha rimarcato la natura corale del progetto e l'assenza di costi per le casse pubbliche. «Questa non è un'iniziativa personale, ma il frutto di un lavoro di squadra condiviso con il presidente Cirillo, il Consiglio regionale e l'apparato burocratico. Siamo partiti da zero due anni fa per far sapere ai cittadini che c'è un'autorità regionale dalla loro parte. Ora vogliamo creare una rete multidisciplinare forte, credibile e approvata dall'Ufficio di presidenza».
Durante la presentazione, a cui hanno partecipato portando i loro saluti anche Marco Polimeni, presidente della Commissione regionale antindrangheta, e Rosario Infantino, presidente del del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, Lomonaco ha parlato di "Modello Calabria" per l'assistenza alle vittime, «un unicum a livello nazionale che possa fare da traino anche per le altre regioni. È una rete a costo zero che non grava sul bilancio del Consiglio regionale. L'obiettivo è intervenire in modo rapido ed efficace grazie all'apporto di psicologi, avvocati e servizi sociali: la vittima non deve diventare una protagonista da esibire, ma non deve mai più essere dimenticata»

