Dai due ex consiglieri regionali un’investitura al capogruppo Pd «per portare avanti le istanze del territorio». Sullo sfondo anche un’intesa per i futuri appuntamenti elettorali
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Il primo interrogativo lo scioglie Raffaele Mammoliti introducendo l’iniziativa: l’“alternativa” menzionata nel titolo è quella al governo delle destre, nazionale e regionale. «A livello nazionale il partito sollecita i territori a proporre contributi utili a costruire un programma per l’alternativa e noi questo intendiamo fare questa sera».
Ma nella sede del Pd, alla presenza di un buon numero di sostenitori e diversi esponenti dell’amministrazione comunale - su tutti il segretario cittadino Gernando Marasco e il tesoriere regionale Enzo Insardà, il presidente del Consiglio Antonio Iannello, l’assessore alla Cultura Stefano Soriano e la vicesindaca Loredana Pilegi che ha inviato i saluti -, si è assistito anche un altro fatto politicamente rilevante, che potrebbe rappresentare, questo sì, già di per sé un programma per l’alternativa con la nascita di un nuovo asse che guarda alle prossime sfide elettorali su base regionale e nazionale.
Al tavolo hanno preso posto, oltre a Mammoliti, anche Antonio Lo Schiavo e il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Ernesto Alecci, che non hanno fatto mistero di voler suggellare una sorta di patto che, per usare le parole dell’ex sindaco di Soverato, «porterà ad importanti risultati». E sono stati proprio Mammoliti e Lo Schiavo, ancor prima, ad investire l’esponente dell’opposizione a Palazzo Campanella del compito di portare avanti le battaglie intraprese nella scorsa legislatura dai due ex a favore del territorio vibonese: dalla sanità ad un tavolo di confronto sui depositi costieri, passando da una legge elettorale che dia maggiore rappresentanza ai territori e svariati altri temi oggetto di proposte, interrogazioni e odg promossi da entrambi. Farsi dunque portavoce, come ha sottolineato Mammoliti, di «un’area passata da 4 consiglieri regionali a uno e che vive dunque oggi un significativo vuoto di rappresentanza».
Anche per Lo Schiavo l’occasione rappresenta «l’avvio di una collaborazione che vuole porsi come alternativa alle destre, per non farci cogliere impreparati rispetto ai prossimi appuntamenti elettorali che riguarderanno il voto nazionale e regionale».
«La narrazione di Occhiuto - ha aggiunto a proposito della regione - continua ad essere fuori dalla realtà. La sanità è ancora disastrosa, l’autonomia differenziata bussa alle porte con tutte le sue conseguenze negative. Serve costruire una prospettiva diversa e al Pd riconosco di essere il motore di un’area di centrosinistra che può farsi promotore di un processo di cambiamento».
Nell’esposizione dell’ex consigliere regionale non sono mancati riferimenti alla realtà cittadina. «Abbiamo avuto un’occasione storica e non possiamo sbagliare: in un momento in cui la destra è al potere ovunque noi abbiamo spezzato questa catena nella nostra città e oggi abbiamo l’onere e l’onore di portare avanti il nostro progetto di cambiamento. Dopo la gestione dell’emergenza lasciataci in eredità dal centrodestra dobbiamo però alzare l’asticella» ha concluso Lo Schiavo.
«Siamo una squadra - ha esordito Alecci -. Come l’Italia in coppa Davis abbiamo lo stesso obiettivo e sono convinto che questo modello di dialogo che sperimentiamo a Vibo debba essere esportato anche in altre realtà, dove molto spesso invece ci facciamo del male da soli».
Ben felice dell’investitura da parte degli ex colleghi d’aula, «cui riconosco passione civile e competenze legislative», Alecci ha accolto l’invito a farsi «carico delle istanze di questo territorio, che ha difficoltà ad avere una rappresentanza adeguata, che andrebbe colmata anche prevedendo un allargamento del consiglio regionale, magari dimezzando le indennità degli eletti».
Quindi l’affondo contro Occhiuto: «la sua è una Calabria che non esiste» afferma citando come esempi la lotta agli incendi al grido di “tolleranza zero”; la crescita dei Lea basata su dati gonfiati; l’emigrazione sanitaria; la spesa del Pnrr; la crescita dell’economia regionale, anche questa a suo avviso edulcorata rispetto ai dati reali: «Occhiuto esulta per uno +0,8 per cento a fronte di una mole di fondi pubblici senza precedenti che purtroppo non ha impresso l’accelerazione che doveva dare». E poi la vicenda Ryanair e la spesa che la Regione sostiene per le nuove tratte, «oggi una bella cravatta da mettere al collo che si potrebbe trasformare in un cappio tra qualche anno».
Da Alecci anche una proposta per Vibo Valentia, per suggellare l’intesa politica. «Creiamo qui, a Vibo Valentia, una scuola di alta formazione su materie in linea con la vocazione del territorio come il turismo o l’agricoltura».

