La presidente della fondazione accoglie con favore la riorganizzazione amministrativa della Regione Calabria e la nomina della nuova dirigente generale Iole Fantozzi: «Attesi 22 anni per questo riconoscimento»
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«Accogliamo con grande fiducia e speranza la recente riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, che ha finalmente riconosciuto alle politiche sociali una dignità dipartimentale nell’ambito dell’organizzazione della Regione Calabria».
A dichiararlo è Elena Sodano, presidente della Fondazione Ra.Gi. ETS, commentando la nomina della dott.ssa Iole Fantozzi a Dirigente Generale del Dipartimento Welfare, Politiche Sociali e Sanità della Regione Calabria. Una scelta maturata a seguito della ristrutturazione della dirigenza regionale, con un chiaro focus sull’integrazione e sulla governance dei servizi sociali e sanitari, dopo la precedente esperienza di Fantozzi come sub-commissario sanitario.
«Si è atteso ben ventidue anni dall’emanazione della Legge Regionale 23/2003 – commenta Sodano – perché questo riconoscimento si compisse, nonostante i costanti tentativi dei governi che si sono succeduti nel tempo. Finalmente, tale evento rappresenta una svolta storica, che potrà portare un grande beneficio alla programmazione generale del sistema di welfare, offrendo al contempo un significativo sostegno agli Ambiti territoriali che da anni sono protagonisti dei processi di decentramento e di servizio».
Un passaggio cruciale che guarda ai territori e ai Comuni come snodi fondamentali della cura e dell’inclusione.
«Ai 403 Comuni della Calabria va il nostro augurio più sentito – sottolinea la presidente della Fondazione Ra.Gi. – affinché possano, grazie al nuovo assetto organizzativo, avere referenti chiari, accompagnatori competenti e processi trasparenti, usufruendo della necessaria assistenza tecnico-operativa nella gestione dei servizi rivolti al Terzo Settore e alle persone più fragili».
Particolare attenzione, secondo Sodano, dovrà essere riservata alla programmazione comunitaria già in corso, le cui opportunità possono consolidare e ampliare il sistema esistente, favorendo la nascita di servizi sempre più utili, vicini e umani per le persone e per le comunità territoriali.
Nel formulare gli auguri di buon lavoro alla nuova governance del Welfare regionale, la presidente della Fondazione Ra.Gi. rivolge parole di apprezzamento anche all’assessore al Welfare, Pasqualina Straface, «che ci ha già accolti e ascoltati e con la quale abbiamo stretto un patto di vicinanza e collaborazione per il nostro lavoro con le persone affette da demenza».
Un lavoro che si fonda su un modello innovativo di cura, consolidato nella CasaPaese, divenuta simbolo di un nuovo modo di intendere l’assistenza.
«Un supporto concreto al sistema sanitario e sociale regionale, capace di ridurre i ricoveri impropri, contrastare la solitudine e promuovere una rete di prossimità e umanità diffusa» spiega Sodano.
La Fondazione Ra.Gi., infatti, da anni è una presenza radicata e attiva sul territorio calabrese, impegnata nella cura delle persone con demenza e nella costruzione di comunità che si prendono cura. Attraverso esperienze concrete e riconosciute a livello nazionale, ha dato vita a un modello che mette al centro la persona prima della malattia, restituendole libertà, dignità e quotidianità.
«Sappiamo bene quanto oggi i reparti geriatrici e i servizi sanitari e sociali siano sovraccarichi di situazioni che non sono solo cliniche, ma profondamente umane e sociali. Anziani soli, famiglie smarrite, comunità che faticano a farsi prossime. È per questo che continuiamo a lavorare, affinché la Calabria diventi una terra che si prende cura, una regione che riconosce il valore delle persone fragili come parte viva e attiva della propria identità».
Conclude Sodano riponendo profonda fiducia nella visione del presidente Roberto Occhiuto, di cui riconosce la capacità di guardare avanti con coraggio, innovazione e concretezza. La Fondazione Ra.Gi. si dichiara pronta a condividere esperienze, buone pratiche e progettualità per rafforzare un sistema di welfare calabrese sempre più umano, partecipato e sostenibile.


