Il caso

A Reggio Calabria pochi veterinari Asp, i sindacati: «Più spazio ai medici convenzionati»

VIDEO | L’intervento della Cgil per invocare procedure concorsuali che tengano conto del contributo dei professionisti, impegnati da oltre un decennio sul territorio reggino con accordi a ore e per i quali da tempo si richiede l’aumento del servizio

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di Anna Foti
18 ottobre 2021
17:54

Eseguono controlli all’interno delle imprese alimentari, su animali vivi e post mortem presso gli allevamenti e macelli, per assicurare che i prodotti alimentari di origine animale arrivino nei punti vendita, e poi sulle tavole di casa e dei luoghi di ristorazione, pronti per essere consumati senza pericoli per la nostra salute. Sono i veterinari dell’Asp, impegnati nelle tre aree A Sanità Animale, B Igiene e ispezione di prodotti di origine animale e C Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche, dal 2015 anche ufficiali di polizia giudiziaria, oltre che responsabili della sicurezza alimentare.

La carenza di veterinari

Accanto ai dirigenti, da oltre dieci anni con regolare accordo a ore ma in realtà anche da qualche tempo prima, operano pure i veterinari cosiddetti convenzionati, dal 2017 equiparati alle funzioni dei dirigenti medesimi. Una situazione che anche a Reggio Calabria sta consentendo al settore di operare, nonostante la carenza di personale risultante in pianta organica rispetto alla quale, l’Asp reggina ha optato per l’indizione di un concorso, ad oggi ancora non espletato, piuttosto che per l’aumento - dalle 28 ore settimanali attuali e alle 38 massime consentite - del servizio dei veterinari convenzionati.


La situazione a Reggio Calabria

Considerare anche loro accanto ai dirigenti in attività, consentirebbe di ridurre nei fatti a poche unità di personale lo scarto tra le risorse effettivamente in servizio e il fabbisogno che sulla carta per esempio nell’area B, relativa al servizio di Igiene e ispezione di prodotti di origine animale, conta una decina di veterinari rispetto ai 18 richiesti e che invece, in concreto, con l’aumento di ore per i sei veterinari convenzionati si potrebbe ridurre a quattro- cinque unità. Invece il secondo bando di concorso pubblicato lo scorso marzo, che ritira il precedente pubblicato nel 2019, ne richiede otto, ancora una volta senza tenere conto dei professionisti che già stanno operando dentro l'amministrazione.

L'intervento della Cgil su carenza veterinari

Senza nulla togliere al dovere costituzionale di assumere tramite concorso, proprio per garantire imparzialità e trasparenza, la Cgil invoca l’opportunità di perseguire il buon andamento della Pubblica amministrazione proprio attraverso il riconoscimento della professionalità di questo personale convenzionato, esperto, formato e che opera sul territorio da tempo.

«Vista la carenza di personale – spiega Francesco Callea, segretario Funzione Pubblica Cgil Reggio Calabria-Locri - desta perplessità che l’Asp indica prima un concorso a tempo indeterminato, poco dopo tempo uno a tempo determinato nelle more del primo e poi, di recente, un nuovo concorso a tempo indeterminato. La questione, ovviamente, non riguarda il concorso pubblico in sé ma la singolarità del susseguirsi di avvisi di procedure anche temporanee. Il sindacato, naturalmente, non può che perorare la risoluzione della carenza di personale nel pubblico attraverso le procedure previste dalla legge, che consentono un ingresso corretto e duraturo di nuove risorse in pianta organica; in questo caso, tuttavia, sottolinea che il personale utile, per esperienza e professionalità acquisita già sul campo, alla riduzione della carenza potrebbe essere anche quello già in servizio tramite una convenzione finora non applicata a pieno.

In più occasioni, infatti, abbiamo già chiesto l’aumento delle ore settimanali al massimo consentito di 38 per questi professionisti che hanno maturato un patrimonio professionale importante e da non disperdere. Un invito che non è stato finora accolto – ha proseguito il segretario della Cgil reggina, Callea – e che adesso rilanciamo con una proposta agganciata al legittimo concorso che dovrà sanare la carenza; si dovrebbe lavorare per riconoscere questa professionalità attraverso l’inserimento nel bando di concorso di una clausola o di una riserva che consenta, qualora lo vogliano, a questi professionisti convenzionati da oltre un decennio di essere valutati anche in considerazione di queste specifica esperienza maturata. Così facendo l’Amministrazione si ritroverebbe non solo con personale assunto tramite concorso, come legge impone, ma anche con risorse già formate, qualificate e subito operative», ha concluso Francesco Callea, segretario Funzione Pubblica Cgil Reggio Calabria-Locri.

Giornalista
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