Disinfettanti fai da te: 65 per cento in più di intossicazioni, bimbi i più colpiti

Lo riporta il Centro antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano: dall’inizio dell’emergenza coronavirus picco delle richieste di consulenza. E i dati raddoppiano per quanto riguarda i bambini

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28 marzo 2020
16:09

Il Centro antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano lancia l’allarme: dall’inizio dell’emergenza sanitaria in atto, le richieste di consulenza per intossicazione da disinfettanti è aumentata di circa il 65%. Cifra che schizza al 135%, poi, se si considera la fascia d’età 0-5 anni.

 

Si tratta di una voce autorevole, il Centro infatti è attivo da oltre cinquant’anni e ad oggi rappresenta uno dei più importanti riferimenti italiani per la diagnosi e il trattamento di intossicazioni acute.

I dati allarmanti che fornisce ci fanno intendere che i disinfettanti, seppure rappresentino in questo momento uno degli strumenti utili per proteggerci dal contagio da coronavirus, se non usati correttamente possono anche essere molto pericolosi.

 

Quali sono, dunque, i comportamenti da evitare affinché tali preziosi alleati non diventino nostri nemici?

«C'è chi seguendo tutorial online e "ricette fai da te", prepara miscele di sostanze chimiche non compatibili tra loro - spiega Franca Davanzo, direttrice del Centro -. Chi imbeve le mascherine con quantità eccessive e poi le indossa, inalando un elevato dosaggio di sostanze chimiche. C’è anche chi, e sono purtroppo i casi più frequenti, riempie la casa di bottiglie di disinfettati commerciali o preparati artigianalmente, e li lascia, magari in bottigliette non etichettate, alla portata dei bambini. E proprio loro risultano i più esposti, l’incremento delle intossicazioni pediatriche è infatti del 135%. Proprio per loro dobbiamo prestare la massima attenzione, i più piccoli infatti trovano in casa questi contenitori non custoditi e li ingeriscono accidentalmente».

 

In caso di ingestione, comunque, il consiglio degli esperti è quello di non precipitarsi direttamente in pronto soccorso, vista soprattutto la situazione attuale. È bene, piuttosto, chiamare un centro antiveleni: l’emergenza, infatti, in molti casi può essere gestita da casa.

 

Nel frattempo, il Ministero della Salute, sul suo sito e sui social si è trovato a smentire, tra le varie bufale che circolano riguardo il coronavirus, il fatto che i gargarismi con la candeggina possano proteggere dal contagio.

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