Dimissioni Saitta, i medici dell'Asp: «Il prossimo manager? Si scelgano persone competenti»

INTERVISTA | A Cosenza sindacati sul piede di guerra: «Non possiamo consentire più a nessuno di venire qui a pontificare ed a generare un clima di sospetto nei confronti di operatori che ogni giorno danno l’anima tra i reparti»

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di Salvatore Bruno
21 febbraio 2020
06:49

Le motivazioni addotte dalla manager dimissionaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, Daniela Saitta, che per giustificare la sua rinuncia ha citato ostili «condizioni ambientali», non sono andate giù a medici e veterinari in servizio nell’ente.

Le dimissioni di Saitta

In una nota sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali, il personale in camice ha valutato le parole della dirigente come generiche ed immotivate. «Una definizione buona per tutte le stagioni che ovviamente nulla dice e nulla evidenzia» si legge nel comunicato. Parole che sottolineano invece «il nulla gestionale nel quale il personale medico e tutti i dipendenti si sono ritrovati a lavorare a tentoni – scrivono ancora i medici - consapevoli della loro responsabilità e dell’assetto organizzativo-gestionale cui fare riferimento, caratterizzato dalla episodicità e dalla approssimazione».

La scelta del nuovo manager

I medici poi rivendicano il dovuto rispetto, auspicando per il futuro scelte di equilibrio, esperienza e competenza in materia sanitaria, ricordando anche i sacrifici compiuti per garantire i livelli essenziali nonostante siano state perse negli ultimi anni, circa tremila unità lavorative tra personale sanitario ed amministrativo, per il mancato rimpiazzo dei dipendenti andati in pensione.

Le sigle sindacali firmatarie della nota

Queste le sigle sindacali che hanno sottoscritto il documento: Sumai, Cisl medici, Fimmg, Fimp, Cipe, Annao, Cimo, Aaroi, Emac, Uil medici, Fvm, Fassmed, Fassid. Abbiamo intervistato uno dei loro rappresentanti, Francesco Lanzone, segretario provinciale del Sumai: «Si ascolti chi è sul campo e vengano nominati dirigenti motivati. Non possiamo consentire più a nessuno di venire qui a pontificare ed a generare un clima di sospetto nei confronti di operatori che ogni giorno danno l’anima tra i reparti». Ecco il video

Giornalista
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