Case della salute in Calabria, fondi per 50 milioni di euro fermi da più di 10 anni

A sollevare il caso, proprio la Comunità competente, una associazione di medici. Le strutture potrebbero sopperire a tanti disagi nel settore sanitario (ASCOLTA L'AUDIO

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di Elisa Barresi
13 marzo 2021
10:44

Esistono finanziamenti fermi da oltre dieci anni. Sono quasi 50 milioni di euro e sono i fondi destinati alle case della salute della Regione Calabria. A sollevare il caso è la comunità competente (associazione di medici) e i medici Rubens Curia e Francesco Costantino tirano le somme dopo anni di immobilismo.

Fondi a rischio

«Con il DCA n° 35 del 24/02/2021 “Rete Regionale Case della Salute” possiamo affermare che : “Il re è nudo”, infatti il commissario ad acta per il “Piano di rientro” ha prorogato ” al 31 dicembre 2021 i termini di scadenza delle Convenzioni sottoscritte nel 2017 con le Aziende Sanitarie Provinciali di Cosenza, Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria per consentire il completamento degli interventi e la chiusura del programma alla data del 31/12/2021”. Ricordiamo che i Fondi complessivamente disponibili per tutti gli interventi necessari alla realizzazione delle Case della Salute della regione rinvengono dall’ultima rimodulazione del Piano di Azione e Coesione (Pac) effettuata con DGR n. 40 del 24/02/2016 e ammontano a € 49.315.529,20».


Tempo scaduto

La sintesi è chiara: non si può più perdere tempo o ad essere persi sono gli oltre 49 milioni destinati a queste strutture che, in un quadro sanitario disastrato sono una risorsa che non può essere persa. E i medici che compongono la comunità competente sanno bene come queste strutture potrebbero sopperire ai tanti disagi, soprattutto strutturali, di cui la regione soffre. E in particolare a Reggio Calabria che rischia di perdere quasi 9 milioni destinati alla Casa della salute di Scilla che senza quei fondi rischia di sgretolarsi su se stessa essendo la struttura ampiamente compromessa dalla mancanza di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza.

Scadenza improrogabile

«La presa d’atto dell’impossibilità di rispettare il termine temporale del 31/12/2020 per la conclusione dei progetti ha indotto la Giunta Regionale, ad emanare il DGR n. 216 del 28/07/2020 con il quale il termine di conclusione degli interventi del Programma PAC 2007/2013 è stato ulteriormente differito al 31/12/2021. Va ora tenuto in conto che un ulteriore differimento dei termini di validità temporale delle Convenzioni oltre il nuovo termine del 31/12/2021 non è automatico e che il mancato completamento degli interventi in corso potrebbe comportare ipotesi di danno erariale per mancato raggiungimento dell’obiettivo fissato dal PAC 2007/2013 oltreché la perdita definitiva del finanziamento».

Fondi e anni persi

La comunità competente punta i riflettori sulla possibilità di perdere questa enorme opportunità «Tenuto conto che risulta inverosimile che si pervenga alla conclusione dell’intero Progetto Case della Salute entro il nuovo termine del 31/12/2021, il rischio reale e concreto è che il mancato raggiungimento dell’obiettivo fissato comporti la perdita definitiva totale e/o parziale del finanziamento in ragione dell’effettivo stato di avanzamento dei vari interventi. È  rischiosissimo pensare che un Programma di interventi finanziato con Fondi Europei del PAC 2007/2013 possa essere prorogato all’infinito grazie alla inerzia della maggior parte delle Aziende sanitarie che hanno impiegato oltre 9 anni dal finanziamento, che era di 67.460.401,00 milioni di euro, senza concludere un solo intervento tra quelli programmati».

Le richieste

La realtà è che sono passati quasi dieci anni, sono stati persi oltre 15 milioni e nessun intervento è mai stato fatto. Le strutture sono in sofferenza, in questi anni sono state abbandonate e spogliate giorno dopo giorno, inesorabilmente mentre i pochi ospedali sono in affanno e i servizi continuano a mancare. Dunque, rimarca la comunità competente, diventa fondamentale mettere in campo ogni azione necessaria per definire, ove ciò non sia ancora avvenuto, le progettazioni fino al livello utile per indire le gare di appalto e avviare con tempestività le procedute d’appalto e l’apertura dei cantieri. « Chiediamo, come “Comunità Competente”, ai commissari straordinari delle quattro aziende sanitarie provinciali interessate che i cittadini conoscano l’aggiornamento ad oggi del quadro dei singoli interventi, le azioni che, insieme ad Invitalia hanno avviato per l’apertura dei cantieri alfine di impedire che i Fondi vadano persi.

Comunità competente sarà al fianco di quelle Amministrazioni comunali, Associazioni e Comitati che si battono da anni perché la Casa della Salute sia una strategica Struttura Sanitaria Territoriale di Prevenzione, Cura, Integrazione Socio-Sanitaria e Medicina di Prossimità».

Giornalista
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