«Casi Covid gravi come a marzo»: parla un medico calabrese in servizio a Milano

La testimonianza di un medico rianimatore: «Il virus non è mutato. Non dobbiamo abbassare la guardia»

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di Francesca Lagoteta
24 ottobre 2020
07:32

«I malati di Covid-19 che vengono ricoverati in questi giorni non sono meno gravi di quelli arrivati ad inizio pandemia». Un medico calabrese in servizio in Lombardia ci consegna il suo appello a non sottovalutare la seconda ondata di contagi. Negli ultimi tempi si rincorrono voci di chi afferma che il virus sia oggi meno pericoloso e virulento rispetto alla prima ondata che ha costretto l’Italia a cambiare totalmente stile di vita. Alcuni dicono si sia indebolito, altri che è paragonabile ad una banale influenza stagionale.

 


A questo proposito interviene una professionista che vive in trincea h24 con i malati di Covid-19. Si tratta di un medico anestesista rianimatore in servizio in Lombardia. Questo il suo monito: «Oggi in tutte le terapie intensive lombarde abbiamo 68 pazienti, il 100% con polmonite da Covid in ventilazione meccanica o intubati; significa che sono malati gravi come quelli di marzo e con una mortalità simile. Il virus non è mutato! Cos’è cambiato rispetto ai mesi più critici? Le persone con sintomi si presentano subito al Pronto soccorso e questo alleggerisce, per il momento, la pressione sulle rianimazioni perché possiamo intervenire con le cure in modo tempestivo. La situazione deve essere gestita subito con delle restrizioni immediate perché i numeri sono destinati a salire. Non abbassiamo la guardia, mai».  

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