Sanità nel Pollino, il centrodestra: «Mai attivate le unità Usca. Situazione grave»

I consiglieri comunali di Forza Italia e Fratelli d’Italia insieme ai dirigenti dei partiti di riferimento chiedono adeguate risposte in merito all’attivazione delle Unità speciali di assistenza continuativa 

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di Vincenzo Alvaro
28 ottobre 2020
13:52

C’è una «evidente precarietà organizzativa della Sanità territoriale ed ospedaliera di Castrovillari e dell’intero territorio» che rappresenta una «situazione grave non più tollerabile» soprattutto nella fase in cui si trova il comprensorio, interessato da un crescente numero di contagi da Covid 19. Lo denunciano i consiglieri comunali di centro destra cittadina Giancarlo Lamensa, Anna De Gaio, Carlo Lo Prete, Adele Filardi e Sara Zicari e i dirigenti locali e provinciali dei partiti di riferimento Liborio Bloise e Gianluca Grisolia di Forza Italia e Giuseppe Abbenante e Gianfranco Milanese per Fratelli d’Italia.

L'attivazione delle Usca

Indice puntato sulla ordinanza di marzo a firma della compianta presidente Jole Santelli che indicava l’attivazione delle Usca, Unità speciali di assistenza continuativa come strumento per dominare una fase di criticità sanitaria dovuta alla pandemia e che ad oggi rappresenta ancora «una chimera». «È semplicemente indecente - scrivono i rappresentanti di Fi e FdI - che non si sia in grado di trovare un medico ed un infermiere che, di concerto con i medici di base del territorio, portino assistenza direttamente a casa ai pazienti con sospetto di covid» così come è «indicente che a Castrovillari non si sia ancora reperito un banale locale in cui allocare la sede logistica Usca di tali medici e infermieri e si sia dovuto prevedere (solo sulla carta) ben due locali Usca a San Marco Argentano, quando peraltro, nella zona nord a Mormanno, c’è un intero Ospedale vuoto».

Questa condizione rappresenta uno «stato di abbandono totale» che «non è accettabile» così come i politici di centro destra non accettino che ci sia «gente pagata per attuare queste delibere che non sia ancora in grado di dare risposte certe», il riferimento è voluto rispetto all’azione della commissaria Bettelini. 


L’ultimatum del centrodestra

Il tono della politica di centro destra è perentorio nel «chiedere di definire entro una settimana adeguate risposte sulla mancata attuazione della delibera Usca di fine aprile e di altre problematiche che solleveremo a breve sugli ospedali rispetto alla mancata attivazione ad esempio di posti letto di terapia intensiva sul territorio». La volontà è quella di denunciare nelle sedi competenti i responsabili per le proprie negligenze che «attentano alla salute pubblica. La seconda ondata covid era certa e c’erano (e lo dimostrano gli atti ) i tempi ed i modi per programmare e organizzare bene le cose». 

Tutti uniti per una battaglia di civiltà

Quel che si chiede è una concertazione tra i medici di base coadiuvati dalle Usca sul territorio ( con test, tamponi diagnosi e prime cure fatte a casa ) che «non devono essere lasciati abbandonati a se stessi, dato che rappresento la prima linea per da frenare una pericolosa corsa agli ospedali che, invece, devono continuare le proprie attività ordinarie». Il dito è puntato anche verso il Governo che «sa solo porre restrizioni affamando letteralmente le categorie dei non garantiti». Una condizione di emergenza che è «assolutamente indecente e inaccettabile» ribadiscono consiglieri e dirigenti di Forza Italia e Fratelli d’Italia di Castrovillari e del Pollino per la quale richiamano l’attenzione anche dei riferimenti politici del territorio, deputati, senatori, consiglieri e sindaci: «si uniscano a noi in quella che può essere definita una battaglia di civiltà». 

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