Corigliano Rossano, salgono i contagi ma il polo Covid è solo sulla carta

Mancano medici e infermieri e a ciò si aggiungano i limiti nell’allestimento di sale d’attesa che rispettino il distanziamento

 

 

508
di Matteo Lauria
28 agosto 2020
12:28

I casi Covid sono in aumento nel contesto nazionale e regionale, ma anche nella Sibaritide e a Corigliano Rossano si registra un graduale seppure contenuto aumento dei contagi. Il problema che si pone con altrettanta drammaticità è l’assetto sanitario con particolare riferimento all'ospedale di Corigliano Rossano, con apposita delibera dell’Asp qualificato come Polo Covid, ma che in realtà ha solo una Tac dedicata e i percorsi a rischio promiscuità. Mentre il presidio di Corigliano era stato destinato ai non covid.

 

Apprensione nella comunità e negli operatori sanitari

Tutto questo genera tensione e apprensione non solo nella comunità ma anche e, soprattutto, negli operatori sanitari esposti in prima linea a ricevere i sospetti covid, con tanto di rischio in materia di contagi.  Le due tensostrutture concepite nei pressi dei presidi ospedalieri “Nicola Giannettasio” (Rossano) e “Guido Compagna” (Corigliano) sono state dismesse a causa delle temperature alte estive, ma anche per carenza di personale. Ed è proprio su questo fronte che il presidio ospedaliero dichiara emergenza.

 

In atto un grave depotenziamento dell’ospedale

Il pronto soccorso del “Nicola Giannettasio” collocato in un ospedale destinato ad area chirurgica, ha perso in un anno ben 5 medici e 6 infermieri , questi ultimi assegnati  in dotazione proprio in occasione dell’emergenza covid. Il dato sconfortante è che il personale è nuovamente sottodimensionato e tornato ai livelli di un tempo. Di tutto l’organico concepito per il polo covid pare non si abbia più traccia, spalmato tra vari reparti, così come gli ausiliari.

 

Saltano gli Obi e i posti di Medicina d’urgenza

Vi era la possibilità di istituire dei posti di osservazione di breve intensiva (Obi) in pronto soccorso, ma anche questa remota possibilità è naufragata, così come non si sa più nulla dei posti di medicina d’urgenza (8 in totale) che avrebbero dovuto essere attivati come da impegni assunti. A ciò si aggiungano i limiti nell’allestimento di sale d’attesa che rispettino il distanziamento, e il forte rischio di un ridimensionamento del servizio triage che da H24 si trasformerà in diurno. Del tutto è a conoscenza il Direttore del Dipartimento di Emergenza urgenza nonché Direttore della divisione di pronto soccorso Natale Straface che, secondo quanto trapela, pare stia assumendo in queste ore decisioni importanti rispetto al grave depotenziamento posto in essere nei confronti dello spoke di Corigliano Rossano.  

guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio