Coronavirus e attacchi di panico, la psicoterapeuta spiega come gestirli

VIDEO| La dottoressa Miryam Frosina affronta il tema nel corso della nuova puntata di LaC Salute. Preoccupano anche le condizioni di stress e burnout con cui devono fare i conti gli operatori sanitari

di R. G.
15 marzo 2020
19:03
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«Il panico non è altro che una accelerazione delle paure all’interno di ognuno di noi, una paura che ci induce a comportamenti incontrollati». Lo spiega la psicoterapeuta Miryam Frosina nel corso della nuova puntata di LaC Salute condotta da Rossella Galati dal titolo “combattere il coronavirus”, in onda ogni sabato alle 15.30 su LaC Tv. «In questo caso c’è il rischio di diventare dipendenti dalla paura e questo ci porta a vedere nell’altro un potenziale aggressore, relativamente al contagio, perdendo il punto di vista lucido della situazione. E questo non ci permette di capire che abbiamo altre possibilità».

 

Overdose di informazioni: attenti ai social

Per la specialista in questo momento di grande preoccupazione dovuta all’emergenza sanitaria in corso dobbiamo cercare di riscoprire i valori della famiglia e controllare i flussi di informazione. «In questo momento l’essere umano non fa altro che stare attento a non essere contagiato, perché questo è il pericolo - spiega la Frosina - e accumulare informazioni attraverso i social non è molto positivo anche perché spesso ci troviamo di fronte a fake news. Il mio consiglio è di guardare il telegiornale una o due volte al giorno e non di continuo. Perché se continuiamo a recepire informazioni, specialmente da facebook o dai gruppi whatsapp, la situazione potrebbe diventare allarmante».

 

Lo stress da lavoro

Altro aspetto che merita attenzione è la pressione con la quale stanno convivendo gli operatori sanitari. Quali possono essere in tal senso le conseguenze? «Queste pressioni emotive continue possono sfociare in burnout, lo stess da lavoro, al quale si arriva lavorando senza orari e senza riposo. Sarebbe importante non solo immettere personale sanitario, quindi medici, infermieri, operatori sociosanitari per integrare e alleggerire il personale esistente,  ma anche formare dei gruppi  di sostegno e di condivisione degli stati emotivi per superare lo stress e tornare  a lavoro più carichi».

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Giornalista
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