Gli ex degenti della Domus Aurea di Chiaravalle non saranno trasferiti in una rsa

Mercoledì si parlava di spostarli in una struttura residenziale adibita solo per i malati Covid-19 che non necessitano di cure ospealiere. Ora si pensa di spostarli nel padiglione C del policlinico universitario 

di Luana  Costa
10 aprile 2020
11:43
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Il via libera al nuovo spostamento dovrebbe giungere solo dopo le festività pasquali e solo dopo aver ricevuto il placet del rettore dell'università Magna Grecia di Catanzaro, Giovanbattista De Sarro. L'operazione di trasferimento potrà avvenire infatti solo dopo che i vertici del policlinico Mater Domini e i vertici dell'ateneo trovaranno la quadratura del cerchio sui nuovi spazi da adibire ad area assistenziale non intensiva all'interno dell'edificio di Germaneto.

 

Tramonta, quindi, per ora l'ipotesi di trasferire una trentina circa di ex degenti della casa di riposo Domus Aurea di Chiaravalle Centrale in una rsa accreditata. Nei giorni scorsi l'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro aveva infatti convocato tutti i titolari delle residenze assistenziali sanitarie operanti sul territorio calabrese per chiedere la disponibilità ad accogliere un gruppo di ex degenti che non richiedendo cure intensive dovranno essere spostate dal centro Covid del policlinico per consentire il ricovero di nuovi pazienti. Un'operazione che avrebbe necessariamente richiesto l'evacuazione della rsa designata per evitare di innescare nuovi contagi tra gli anziani ospiti. 

 

Ma accanto a questa che per ora resta un'ipotesi ormai poco quotata, v'è un'altra certamente meno rischiosa e a breve distanza. Quella di adibire il padiglione C del policlinico a struttura a basse cure assistenziali e alleggerire così le corsie Covid che attualmente ospitano 43 ex degenti della Domus Aurea. Si tratta di un blocco totalmente inutilizzato e su cui hanno furoreggiato polemiche non solo recenti ma anche negli anni scorsi. 

 

È alla fine dello scorso mese di marzo che si ha notizia del primo contagio all’interno della casa di riposo di Chiaravalle Centrale. Un’anziana che accusava sintomi febbrili e ricoverata nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Pugliese. Da qui iniziano i controlli a tappeto tra i degenti e i dipendenti della residenza assistenziale sanitaria che portano, infine, ad attestare un’altissima percentuale di contagiati. L’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro d’intesa con il dipartimento Tutela della Salute predispone il piano di evacuazione della casa di riposo che avviene l’1 aprile. La maggior parte dei degenti viene trasferita nel centro Covid del policlinico universitario Mater Domini di Catanzaro, i più gravi invece all’ospedale Pugliese Ciaccio

 

Giornalista
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