Coronavirus, al via i test sierologici: coinvolte 150mila persone in tutta Italia

L'indagine permetterà di «scattare una fotografia dello stato di salute degli italiani», stimando dimensioni ed estensione dell'infezione nella popolazione. Il campione sarà rappresentativo in base al sesso, all'età, alla regione di appartenenza e all'attività economica

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di Redazione
11 maggio 2020
16:00

Avrà inizio nei prossimi giorni l'indagine sierologica volta a capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al coronavirus, anche in assenza di sintomi, attraverso l'osservazione di un campione di 150mila persone sull'intero territorio italiano. I test consentiranno di capire meglio quale sia stato l'impatto del virus sulla popolazione e a fare una stima statistica del contagio in Italia del Covid-19.

 

Il via è arrivato dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del Decreto legge 10 maggio 2020 n. 30 che fissa le regole per far partire l’indagine, la quale sarà condotta dal ministero della Salute e dall'Istat. Sono stati già individuati tutti i laboratori che svolgeranno le analisi in ogni regione. Telefonicamente saranno quindi contattate le persone sulla base di 6 fasce, un campione che sarà rappresentativo a livello regionale, poi in base al sesso, all'età e all'attività lavorativa. Il test sarà gratuito e i risultati verranno comunicati alla persona; in caso di risultato positivo ci sarà un tampone di conferma. I campioni raccolti saranno consegnati, a cura della Croce Rossa Italiana, alla banca biologica dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive "L. Spallanzani".  

 

I test permetteranno di «scattare una fotografia dello stato di salute degli italiani esclusivamente rispetto al Covid-19», ha spiegato il sottosegretario alla salute Sandra Zampa. «È fondamentale che le persone, inserite nel campione casuale, diano il loro contributo. Partecipare non è obbligatorio ma è un bene per se stessi e per l'intera comunità», si legge in una nota dell'Istat.

 

«Attraverso l'indagine - si spiega - si otterranno informazioni necessarie per stimare dimensioni e estensione dell'infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali sesso, età, regione di appartenenza, attività economica. Per ottenere risultati più precisi». Le informazioni raccolte, sottolinea ancora l'Istat nella nota, saranno essenziali per indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio. «I risultati dell'indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, - evidenzia l’Istat - potranno essere utilizzati per successivi studi e per l'analisi comparata con altri Paesi europei».

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