La Corte dei conti bacchetta l’Azienda ospedaliera di Cosenza: «Irregolarità nel bilancio»

Evidenziate una serie di criticità gestionali. Nella delibera, la magistratura contabile invita l’Ao a correggere

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3 gennaio 2019
11:29
Azienda ospedaliera Cosenza
Azienda ospedaliera Cosenza

La sezione di controllo della Corte dei Conti ha accertato "in via definitiva" criticità nella gestione amministrativa/contabile dell'Azienda ospedaliera "Annunziata" di Cosenza, riferita all'esercizio 2015 e, per alcuni aspetti, anche al 2016 e 2017. La decisione della magistratura contabile chiude un accertamento avviato nel 2017 e caratterizzato, a luglio 2018, dalle controdeduzioni dell'Ao di Cosenza, ritenute tuttavia non sufficienti - secondo la Corte dei Conti - a sanare tutte le irregolarità riscontrate. In particolare, sono cinque le criticità che la sezione di controllo della magistratura contabile calabrese ha accertato in via definitiva con l'ultima decisione.


La prima criticità gestionale è «l'illegittimo ricorso all'istituto della proroga contrattuale» che «viola i principi di derivazione comunitaria, della trasparenza, della concorrenza e della parità di partecipazione» ed «evidenzia l'esistenza di disfunzioni organizzative all'interno dell'azienda ospedaliera, nonché' presso la Stazione Unica Appaltante Calabria». La seconda criticità contabile è lo «sforamento del tetto di spesa per acquisto di beni e servizi» negli esercizi 2015-2016-2017, seguita dal «mancato rispetto delle norme sul contenimento della spesa del personale», «accertato - scrive la Corte dei Conti - per il 2015, risulta comunque reiterato anche negli esercizi successivi, visto che l'esame del questionario relativo all'esercizio 2016 indica la spesa per il personale a tempo determinato pari al 95,33% di quella sostenuta nel 2009 e l'esame del questionario relativo all'esercizio 2017 indica la spesa in questione pari al 73,36% di quella sostenuta nel 2009».

 

La magistratura contabile, come riferisce l’agi, contesta all'Azienda ospedaliera di Cosenza, la «mancata istituzione del Fondo svalutazione crediti», e un «elevato indice di tempestività dei pagamenti (Itp)». Nella delibera, la sezione di controllo della Corte dei Conti invita quindi l'Azienda a «correggere le criticità» emerse.

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