Cosenza, 118 a rischio. Protesta davanti all'Asp con sirene spiegate

VIDEO | A rilento le procedure di accreditamento delle associazioni che supportano con le loro ambulanze la rete di emergenza-urgenza. Dal 12 febbraio le attività potrebbero cessare

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di Salvatore Bruno
13 gennaio 2020
16:53

Il rischio che la rete del 118 della provincia di Cosenza vada in tilt è concreto. Il 12 febbraio prossimo scadrà l’ultima proroga concessa dall’Asp alle associazioni che supportano i servizi di emergenza, con l’impiego di circa 480 volontari e di una trentina di mezzi dislocati ai quattro angoli del territorio.

Cosa dice la normativa

La Legge regionale 24 del 18 luglio 2008 obbliga le Aziende Sanitarie ad avvalersi, attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni, di soggetti accreditati e dunque in possesso di una serie di requisiti disciplinati dal regolamento contenuto nel Decreto 141 del 2018, sottoscritto dall’allora Commissario ad Acta Massimo Scura.

Burocrazia lenta

Dal giugno 2019 le associazioni hanno avviato l’iter burocratico per ottenere l'accreditamento ed il conseguente rilascio delle autorizzazioni all’esercizio del trasporto sanitario. Sei mesi dopo il percorso non è stato ancora completato: ancora oggi infatti, l’Asp non ha espletato le relative procedure. Senza accreditamento le associazioni non possono sottoscrivere la convenzioni e quindi le ambulanze di supporto al 118, alla data di scadenza della proroga, potrebbero rimanere ferme. I servizi andrebbero così a gravare in via esclusiva sul personale dell’Asp il cui parco veicoli però, non è sufficiente a garantire tutti gli interventi.

Incontro da Cotticelli

Per questo gli operatori nella mattinata di oggi, 13 gennaio, hanno manifestato davanti la sede Asp di Via Alimena a Cosenza, giungendo a sirene spiegate con le rispettive ambulanze. Si spera di arrivare ad una soluzione nell’incontro convocato a Catanzaro dal Commissario Saverio Cotticelli, per giovedì prossimo 16 gennaio, al quale parteciperà anche una delegazione di sindaci del territorio. La sintesi delle problematiche denunciate, nell’intervista realizzata con Francesca Camposano, dell’Associazione Avam.

 

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