Covid, nasce il comitato “Il vaccino è di tutti?”: «Troppi ritardi in Calabria»

Il sodalizio pronto a presentare un esposto in Procura: «Chiediamo chiarezza. La politica persevera con comportamenti confusi»

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di Redazione
13 marzo 2021
08:54

Ieri sera alle ore 20,00 su piattaforma Zoom si è tenuta la prima riunione del comitato promotore “Il vaccino è di tutti?”.  Nella prima riunione al fine di facilitare il prosieguo del lavoro si è individuato un esecutivo composto da Francesco Grandinetti, Luigi Ciambrone, Maria Costanzo, Tiziana De Matteo, Mariella Del Re, Milena Liotta, Paolo Loreti, Francesco Mancuso, Maria Gabriella Marasco, Antonella Mascaro, Ivan Notarianni , Antonio Scali, Giovanni Sicilia, Michela Sirianni, Tonino Sirianni.

L’esecutivo – viene specificato in una nota stampa di Francesco Grandinetti - potrà essere esteso a tutti coloro che, compresi naturalmente oltre i cento già iscritti in pochi giorni tramite fb,  vorranno impegnarsi, anche solo per un sostegno morale e una semplice condivisione. Il comitato promotore non ha alcun intento politico, non ha presidenti, ma solo volontari che hanno a cuore le sorti delle categorie “deboli” (ultraottantenni e categorie fragili) che sono allo sbando, senza alcuna certezza sulla data di vaccinazione.


Il comitato promotore ha dato mandato allo Studio Legale Ciambrone - Mascaro & partners con sede a Catanzaro e Roma  affinché prepari un esposto da presentare alla Procura della Repubblica con l’intento di denunciare quanto sta succedendo in Calabria e particolarmente nella provincia di Catanzaro: «Con l’esposto – si fa rilevare - ci proponiamo di chiedere chiarezza sulla esistenza di un piano vaccinale, chiederemo se fino ad oggi si è seguito un criterio oggettivo ed equo, chiederemo l'anagrafe dei vaccinati al fine di verificare se i soliti furbi hanno “saltato la fila” a danno degli ultraottantenni e delle categorie fragili».

Lo studio Ciambrone presenterà l’esposto nella prossima riunione fissata sempre via Zoom lunedì prossimo alle 20,00 per essere pronti al deposito in settimana.

«L’intento – si ribadisce ancora - non è quello di una semplice caccia ai colpevoli, ma innanzitutto di salvaguardare e garantire il diritto di tutti al vaccino correggendo il comportamento della classe politica e burocratica della Calabria che persevera con comportamenti confusi e incurante di ogni legittima lamentela da parte dei cittadini deboli temendo forse soltanto le aule dei tribunali. Vorremmo far presente – conclude la nota - che non si tratta di non avere a diposizione le dosi di vaccino, ma di averli depositati nei frigoriferi in attesa di essere somministrati, e questo è un delitto, soprattutto in presenza di focolai pericolosi che si stanno attivando sia a Lamezia che a Catanzaro».

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