Emergenza pandemia

Covid, Perno (Bambino Gesù): «Infezione galoppa a prescindere dall’estate, contagi alti ma poca malattia»

Il direttore dell'Unità di microbiologia della struttura ospedaliera di Roma: «La mortalità sta al di stotto dell'1 per mille, rispetto ai numeri di chi si infetta. La mascherina rimane un presidio importante ma va usato con intelligenza nel contesto attuale»

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di Redazione
26 giugno 2022
16:00

Il Covid «galoppa tranquillo e continua ad infettare. Sta circolando indipendentemente dalla pausa estiva, cosa questa già preventivabile. Il numero di infezioni è significativo, superiore a quello che vediamo, e molto dipende anche dai tamponi fai-da-te che poi per tanti motivi non vengono dichiarati in caso di positività. Quindi il virus infetta e difficilmente ce ne libereremo. Altra cosa è il Covid, la malattia, perchè la stragrande maggioranza delle persone infettate ha una sintomatologia molto contenuta, definibile come piccola influenza».

È quanto ha dichiarato all'Ansa Carlo Federico Perno, direttore dell'Unità di microbiologia dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma che, nel fare il punto sull'andamento dell'epidemia ha tenuto a specificare, in merito all'ondata estiva, che questo virus essendo tra quelli «che non seguono l'andamento climatico, in quanto appartenente alla famiglia di quei virus che danno il raffreddore e che sono presenti tutto l'anno, è normale che non sparisca in estate».


«Le ombre sono che il virus continua a circolare e abbiamo infezioni - prosegue Perno -, ma, nonostante i nuovi contagi e il conseguente aumento dei ricoveri, le luci sono che c'è poca malattia, il vaccino sta facendo il suo lavoro e soprattutto, il denominatore più importante, quello dei decessi, ci dice che rimangono stabili o addirittura tendono a decrescere, con una mortalità che sta al di stotto dell'1 per mille, rispetto ai numeri di chi si infetta». «I 40 morti di eri sono persone che hanno contratto l'infezione ma non necessariamente sono morti per Covid», spiega Perno che informa sulla distinzione tra «infezioni e fase grave della malattia, e la mortalità che sta calando».

Sui contagi tra i vaccinati anche con tre dosi Perno spiega che i vaccini «strutturati come sono proteggono dalla malattia non dall'infezione e non perchè sono limitati ma perchè sono pensati per questo» e fanno in modo che il virus «non scenda nell'organismo e nei polmoni». Infine sulle reinfezioni, che secondo l'ultimo dato dell'Istituto superiore di sanità (Iss) sono salite all'8,4%, chi ha avuto il Covid prima di dicembre 2021 ha preso il Covid «di un virus che era diverso da quello attuale e rarissimamente evolve in una malattia grave. Stiamo osservando invece con grande attenzione chi si reinfetta Omicron con Omicron. Al momento sono casi molto rari e anche in questi casi la malattia è limitatissima se non del tutto assente».

«Sono fautore della mascherina protettiva in caso di emergenza e resta un presidio fondamentale, ma nella situazione attuale, nella quotidianità - afferma Perno. In questa fase di limitata emergenza sanitaria l'uso eccessivo della mascherina riduce anche il contatto con altri germi normalmente poco pericolosi, come il virus del raffreddore contro cui non possiamo immunizzarci. Così quando incontriamo di nuovo questi germi successivamente il nostro organismo non è pronto e possono causare infezioni particolarmente importanti, come accaduto lo scorso anno non appena tolte le mascherine quando abbiamo riscontrato sia nei bambini che negli adulti un aumento delle malattie respiratorie. Quindi - conclude Perno - per tutte queste ragioni, anche sociali, la mascherina rimane un presidio importante ma va usato con intelligenza nel contesto attuale».

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