Coronavirus e sanità in Calabria, ecco come cambierà la rete ospedaliera

Il Dipartimento Tutela della salute ha redatto un documento sul potenziamento del sistema sanitario regionale. Serviranno 134 posti di terapia intensiva e 136 di semi intensiva in più, nuove ambulanze e assunzioni: gli investimenti previsti in ogni provincia

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di Camillo Giuliani
22 giugno 2020
16:19

Le pandemie passano, la necessità di una rete ospedaliera capace di affrontarle in Calabria resta. Così - nonostante il nostro bistrattato sistema sanitario abbia retto all'urto del Covid, grazie soprattutto alla responsabilità dei cittadini, in barba alle previsioni più pessimistiche - la Regione ha deciso di ridisegnarlo potenziandolo in base alle indicazioni giunte da Roma. Perché se anche i posti letto in terapia intensiva e semi intensiva si sono rivelati per fortuna sufficienti finora, non è detto che lo siano in futuro. Un discorso, questo, che fa il paio con la necessità di avere dei Pronto soccorso adeguati a ogni evenienza, così come personale e mezzi in numero tale da ridurre i rischi. Ma come sarà la nuova rete ospedaliera calabrese? È scritto nero su bianco in un documento di oltre 40 pagine – che si spera trovi presto riscontro nella realtà – redatto dal Dipartimento Tutela della Salute, appena pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione. Sono previsti interventi migliorativi per tutte le Aziende ospedaliere e per quelle sanitarie provinciali, con decine di milioni di euro di investimenti.

I posti letto in più

Il Ministero della Salute ha calcolato che ci dovranno essere almeno 0,14 posti letto di terapia intensiva ogni mille abitanti. In Calabria equivalgono a 280, ma attualmente quelli attivi sono solo 146. Di conseguenza, ne serviranno altri 134. Per averli bisognerà aggiungerne nei reparti di terapia intensiva già strutturati, acquistando gli strumenti necessari, o crearne ex novo in padiglioni che comprendano anche posti letto di terapia semi intensiva e malattie infettive. Per raggiungere l'obiettivo ci sono a disposizione poco più di 24,5 milioni di euro. Quanto ai posti letto in terapia semi intensiva il rapporto previsto è di 0,07 ogni mille abitanti. Vuol dire che in Calabria ne serviranno 136 in più rispetto all'attuale dotazione, un numero che si conta di raggiungere utilizzando circa 15,3 milioni di euro. Occorreranno inoltre – ma le somme per realizzarle non sono riportate – quattro strutture mobili (possibilmente nei pressi dei presidi ospedalieri) da 75 posti letto ciascuna per fronteggiare eventuali e ulteriori picchi temporanei di fabbisogno di posti letto in area critica in specifiche aree territoriali.

Pronto soccorso, ambulanze e personale

Ammontano a poco meno di 9,75 milioni di euro le risorse disponibili per adeguare il pronto soccorso degli ospedali in modo che siano previste:

  • aree di pre-triage distinte;
  • un'area di attesa dedicata a sospetti Covid-19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi;
  • un ambulatorio per sospetti COVID-19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi;
  • un'area dedicata per soggetti in attesa di esito tampone;
  • un percorso specificatamente individuato per paziente Covid-19;
  • un accesso diretto e percorsi dedicati di mezzi di soccorso a spazi di attesa sospetti barellati;
  • diagnostica radiologica dedicata


Sono poco più di 600mila invece gli euro destinati all'implementazione di mezzi dedicati o dedicabili ai trasferimenti secondari tra strutture Covid-19, alle dimissioni protette, ai trasporti inter-ospedalieri no COVID-19. Ci saranno nove ambulanze in più, quindi, acquistate in numero uguale dalle Asp di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.
Sono circa 13,75 i milioni di euro destinati, a loro volta, al personale. Potranno esserne utilizzati sei per incrementare gli incarichi di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa, nonché le assunzioni di personale dipendente con contratti a tempo determinato qualora la diffusione del virus lo renda necessario. Altri sei sono previsti per pagare le ore di straordinario e le indennità per tutto il personale sanitario operante nei servizi dedicati alla gestione del Covid-19, nonché i fondi incentivanti che remunerano la produttività e il risultato. Un milione e 660mila euro circa è la somma destinata per il 2020 all'assunzione di personale dipendente medico, infermiere e operatore tecnico per i mezzi di soccorso.

La provincia di Cosenza

Ma analizziamo, provincia per provincia, le novità previste. La più coinvolta dagli investimenti, vista l'estensione territoriale e la popolazione, sarà quella di Cosenza. Nell'ospedale del capoluogo ci sono ad oggi 19 posti letto ordinari di terapia intensiva, due dei quali pediatrici. Dovranno diventare 34: sei (due pediatrici) si aggiungeranno nel reparto di Terapia intensiva, gli altri 28 arriveranno con la ristrutturazione dell’intero secondo piano del plesso “Medicine”. Se ne prevedono anche ulteriori 28 di terapia sub-intensiva nel plesso 39 dell'Annunziata, la metà dei quali immediatamente convertibili in posti di terapia intensiva dotando le singole postazioni della necessaria strumentazione di ventilazione e monitoraggio: 14 saranno al terzo livello, gli altri al piano terra dove oggi c'è quell'Oncologia che entro fine anno dovrebbe spostarsi al Mariano Santo. Il numero è stato calcolato tenendo conto che, se si confrontano le degenze ordinarie previste dalla programazione regionale con le attuali esigenze dei reparti, sarebbero riconvertibili sei posti letto nel reparto di Medicina generale, 18 in Pneumologia e quattro in Medicina d'urgenza. Verranno adeguati gli strumenti dell’attuale palazzina “Malattie Infettive” e quelli dello stabilimento di Rogliano, così come quelli del Dea. Quest'ultimo, oltre all'installazione di una Tac, vedrà rimodulati gli spazi d'accesso per garantire la separazione tra pazienti (o presunti infetti) Covid e non.

 

Quanto al resto della provincia, gli ospedali interessati dagli interventi sono quelli di Castrovillari, Rossano-Corigliano e Paola-Cetraro. Nel primo, agli attuali due posti di terapia intensiva, se ne aggiungeranno (previa ristrutturazione dell'immobile secondo le norme) altri otto, più altrettanti di terapia semi intensiva. Verrà inoltre realizzato un accesso dedicato Covid nel Pronto soccorso e ci saranno 10 posti letto in Pneumologia dedicati all'assistenza medica dei pazienti che hanno contratto il coronavirus.
Rossano, grazie agli adeguamenti dello stabile, passerà da 4 a 10 posti di terapia intensiva e avrà un percorso di accesso dedicato Covid al Pronto soccorso, mentre a Corigliano saranno riconvertiti otto posti letto di Cardiologia e due di Medicina generale per averne dieci nuovi di terapia semi intensiva. Altrettanti, della Cardiologia di Rossano però, saranno destinati all'assistenza medica dei pazienti Covid.
Quattro posti letto di terapia intensiva in più sono previsti a Paola, che dovrebbe ospitare anche l'eventuale ospedale mobile. Nello stabilimento di Cetraro invece, oltre a un accesso dedicato Covid per il Pronto soccorso, sono previsti otto posti letto di terapia semi intensiva in più e dieci per l'assistenza medica ai casi di coronavirus.

La provincia di Catanzaro

Saranno 15 i posti letto di terapia intensiva in più nell'Azienda ospedaliera di Catanzaro, tutti ubicati nel padiglione delle Malattie infettive, in aggiunta ai 16 già attivi. Altrettanti quelli nuovi di terapia semi intensiva (7 dei quali convertibili in intensiva), che verranno ottenuti con la riconversione di 8 posti di Nefrologia e 7 di Unità spinale. Cambierà anche il Pronto soccorso, con uno spazio Covid che sorgerà grazie all’adeguamento degli spazi posti al piano terra del padiglione, attualmente dedicato a day Hospital infettivologico. Al Mater Domini ci sono già 14 posti di terapia intensiva, che saliranno a 32. I 18 aggiuntivi saranno attivati al secondo livello del corpo B (7), al secondo livello del corpo D (8) e nel reparto già esistente (3), che sarà ampliato. Undici, invece, quelli di terapia semi intensiva – che sorgerà al nono livello con percorso di accesso dedicato - in arrivo grazie alla riconversione di tre posti in Pneumologia, quattro in Malattie infettive e altrettanti in Gastroenterologia. Un terreno di proprietà dell'Università Magna Grecia dovrebbe ospitare, a sua volta, l'ospedale mobile.

 

Nel resto della provincia si prevede di ristrutturare un edificio dell'ospedale di Lamezia per dedicarlo al Covid e aggiungere ai 12 posti di terapia intensiva già attivi altri 6 (uno dei quali pediatrico). Sempre sei i nuovi posti di terapia semi intensiva previsti al primo piano dell'ospedale lametino: il 50% sarà riconvertibile in terapia intensiva. Previsto anche un nuovo pronto soccorso Covid al piano terra con accesso dedicato e funzioni di servizi radiologia. Se dovesse essere necessario un ospedale mobile in zona, è già pronto un terreno di proprietà dell'Asp. Un nuovo Pronto soccorso Covid con Tac e camera calda sorgerà anche a Soverato, che avrà pure due posti letto di terapia semi intensiva (uno dei quali riconvertibile in intensiva) in più.

La provincia di Reggio Calabria

Cresceranno dagli attuali 24 fino a 44 (due dei quali pediatrici) i posti di terapia intensiva nell'Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, che saranno creati in un’ala dell’ospedale dedicata: quarto piano, edificio E. Quattordici quelli aggiuntivi di terapia semi intensiva, da realizzare nel medesimo edificio: sette nei pressi di Malattie infettive, altrettanti vicino a Pneumologia. Saranno il frutto della riconversione di otto posti di Recupero e riabilitazione, quattro di Geriatria e due di Otorinolaringoiatria. Nella stessa zona è previsto l'adeguamento strutturale e impiantistico dell'area medica per il trattamento dei pazienti Covid. L'edificio E vedrà anche novità nel semi interrato, con un'ala autonoma ed isolata dotata di Tac dove sorgerà un Pronto soccorso Covid con accesso dedicato. Quanto ad eventuali strutture mobili, l'ospedale ha spazio a sufficienza per ospitarne una.

 

A Locri, nelle Unità operative di pneumologia e di chirurgia specialistica, ci sono già dieci posti di terapia intensiva attivi. Diventeranno diciotto dopo la ristrutturazione del terzo piano dell'ospedale. Nella stessa area quattro posti di Pneumologia saranno riconvertiti in terapia semi intensiva. Previsto inoltre l'ampliamento del Pronto soccorso, con accesso dedicato Covid, tac e diagnostica di urgenza. Già disponibili 2000 mq qualora si rendesse necessario realizzare una struttura mobile nei pressi del presidio ospedaliero.
A Polistena sono invece previsti altri sei posti di terapia intensiva (ora sono 12) e sei di semi intensiva, questi ultimi al posto di altrettanti di Medicina generale. Accanto all'attuale Pronto soccorso ne sorgerà uno Covid da 200 mq, con accesso dedicato, Tac e radiologia tradizionale.
E ci sarà un nuovo Pronto soccorso ad hoc con accesso Covid, Tac e diagnostica d'urgenza anche negli ospedali di Melito Porto Salvo e Gioia Tauro.

Le province di Crotone e Vibo Valentia

Sono previsti anche investimenti per le Asp di Crotone e Vibo Valentia. Nell'ospedale San Giovanni di Dio in questo momento ci sono dieci posti di terapia intensiva attivi, ma cinque necessitano di adeguamenti strutturali. Ne verranno aggiunti altri tre, uno dei quali pediatrico, e in spazi idonei autonomi ed isolati, ne arriveranno otto di semi intensiva. Questi ultimi saranno frutto della riconversione di quattro posti di Medicina generale e quattro di Geriatria. Sorgerà inoltre una struttura prefabbricata accanto al Pronto soccorso tradizionale per averne anche uno dedicato Covid e ,se necessario, un eventuale ospedale mobile potrà trovare collocazione in un terreno di proprietà comunale.

 

Passeranno da sei a dodici (con uno pediatrico) i posti di terapia intensiva a Vibo Valentia, dove si prevede pure la realizzazione di un’area ad elevata intensità di cura con tre posti letto di terapia semi-intensiva, frutto della riconversione di altrettanti attualmente previsti per Medicina generale. Al piano terra dell'edificio attualmente dedicato all'emergenza Covid ci sarà inoltre un apposito Pronto soccorso con accesso dedicato, Tac e posto letto OBI (Osservazione breve intensiva). Anche qui sarà il Comune a fornire un terreno idoneo qualora ci sia necessità di ulteriori strutture mobili per ospitare pazienti affetti da coronavirus.

 

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