Covid, Speranza: «Con le varianti più contagi, alcune regioni verso la zona rossa»

Il ministro della Salute parla della necessità di misure rigide in alcuni territori in base alla curva epidemiologica. E sul vaccino russo: «Sono aperto purchè le verifiche abbiano esito favorevole. L'obiettivo è vaccinare il più possibile»

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di Redazione
8 marzo 2021
06:30

«Pensiamo che il prossimo trimestre sia quello decisivo per le vaccinazioni. Dal 1 aprile inizia il secondo trimestre in cui ci aspettiamo l'arrivo di oltre 50 milioni di dosi, e puntiamo a raggiungere almeno metà della popolazione».  Lo ha detto il ministro Roberto Speranza, a Mezz'ora in più condotto da Lucia Annunziata su Rai3. Il titolare del dicastero Salute ha anche aggiunto: «Tra queste dosi ci sarà anche il vaccino di J&J che è monodose. Quindi – sottolinea -alla fine del secondo trimestre dell'anno ci troveremo in una situazione in cui la maggioranza sarà vaccinata ed entro l'estate conto che tutti gli italiani che lo vorranno potranno essere vaccinati».

Le varianti

Adesso, dice il ministro, «quello che mi aspetto è che l'impatto della variante possa far crescere la curva, quindi mi aspetto che altre regioni vadano verso il rosso con ordinanze di natura restrittiva. Le misure dobbiamo adeguarle all'andamento della curva epidemiologica e valuteremo di giorno in giorno l'andamento».


I vaccini

«Ci sono nuove evidenze che dimostrano che anche il vaccino di AstraZeneca può essere usato su tutte le fasce generazionali. quindi noi abbiamo ricevuto un parere che va in questa direzione dal Css e già da domani o dopodomani ci sarà una circolare del ministero della Salute che andrà in questa direzione» per il vaccino AstraZeneca agli over-65, ha detto Speranza.

«Sono aperto al vaccino russo Sputnik purché le verifiche ed i controlli delle agenzie preposte abbiano buon fine; quando avverrà questo per il vaccino russo noi siamo pronti a collaborare con le autorità russe per rafforzare la produzione», ha poi confermato il ministro della Salute. L'obiettivo, ha aggiunto, «è vaccinare il più possibile, non hanno senso barriere di natura nazionalistica».

«È chiaro che siamo in quadro politico molto diverso, non c'era più una maggioranza parlamentare ed è nato questo governo sostanzialmente legato all'emergenza. Penso che sull'emergenza devono però abbassarsi le bandierine di partito e si deve lavorare tutti insieme. Correre sulle vaccinazioni e salvare vite è l'obiettivo di tutto il Paese», ha precisato. «Quello che è avvenuto è un cambio politico radicale. Alle prossime elezioni politiche io e Giorgetti o Gelmini saremo su fronti diversi ma in questo momento c'è l'emergenza».

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