Giornata tumore al seno, donne in Cittadella per chiedere più impegno alle istituzioni

VIDEO | Obiettivo delle associazioni che hanno dato vita al sit-in a Catanzaro è quello di tenere alta l'attenzione sulla necessità di garantire cure e sostegno alle pazienti oncologiche

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di Daniela  Amatruda
13 ottobre 2020
14:34

Le associazioni "Ardos", "Danza della vita" e "Movimento Donne per le Donne" unite per un obiettivo comune: tenere alta l’attenzione sulla necessità di garantire prevenzione, cura e sostegno alle pazienti oncologiche ed in particolare, in caso di malattia metastatica, assicurare loro un percorso di accompagnamento per tutto il corso della vita, mission della giornata nazionale del tumore al seno metastatico.

Per celebrare questa data, le rappresentanti delle associazioni si sono date appuntamento davanti alla cittadella regionale per chiedere alle istituzioni maggiore attenzione e impegno.

 

Garantire accompagnamento

«La malattia metastatica diviene una malattia cronica – ha spiegato Vittoria Tolomeo, presidente dell’Associazione Ardos – e quindi la donna deve convivere tutta la vita con questa patologia. Però molto spesso ci si dimentica della loro condizione e ci si focalizza solo sulle donne con tumore che devono essere immediatamente trattate. Vogliamo dunque celebrare questa giornata per non dimenticare le pazienti metastatiche che devono essere continuamente seguite».

 

Potenziare le Breast Unit

Tra gli obiettivi anche quello di potenziare le breast unit calabresi, ovvero i centri specialistici di senologia che la Regione Calabria ha riconosciuto nel luglio scorso a seguito delle istanze portate avanti dalle Associazioni. «Ringraziamo la Regione per aver riconosciuto le breast unit – ha detto la Tolomeo – ora però serve un potenziamento in termini materiali, economici di risorse umane. Tutto ciò che può servire per far lavorare al meglio i centri».

 

Curarsi in Calabria

Le Associazioni vorrebbero incontrare la governatrice Santelli per istituire un tavolo di discussione sul tema al fine di riuscire ad evitare i viaggi della speranza e continuare a curarsi in regione: «La scelta di restare tra le mura della propria regione, degli ospedali a noi vicini, - hanno spiegato le rappresentanti delle Associazioni - non è semplice, ed è spesso pregna di coraggio e fiducia nei confronti di personale specialistico capace di operare con grande professionalità, nonostante le carenze strutturali, tecnico-organizzative, nonostante la mancanza di personale e conseguentemente di necessaria rete interdisciplinare».

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