Aborto, Giudiceandrea: «La legge sull'interruzione volontaria di gravidanza sia applicata»

Il capogruppo regionale di Democratici e progressisti chiede di sapere se Asp e le Aziende ospedaliere hanno inviato l'elenco dei sanitari obiettori di coscienza per garantire la corretta adozione della norma

di Redazione
24 ottobre 2018
16:17

Il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea, capogruppo di “Democratici e progressisti” ha chiesto con due interrogazioni al presidente della Giunta, Mario Oliverio, se in Calabria viene correttamente applicata la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. «Un tema molto delicato - è scritto in un comunicato di Giudiceandrea - su una legge che tutela un diritto delle donne che troppe volte viene messo in discussione». La legge regionale 47 del 27 dicembre 2016 è stata voluta proprio dal consigliere regionale di Democratici e Progressisti per la quale molto si è battuto durante l'iter di approvazione. In virtù di ciò, Giudiceandrea chiede a che punto sia il lavoro delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere calabresi.

 


Il capogruppo regionale di Democratici e Progressisti chiede, in particolare, «se le Aziende sanitarie e ospedaliere hanno inviato al Dipartimento interessato, nel termine fissato dei trenta giorni successivi alla pubblicazione della legge regionale n. 47/2016, l'elenco completo delle figure professionali, con l'indicazione puntuale, per ciascuna figura, della avvenuta dichiarazione dell'obiezione di coscienza, ora per allora, così come espressamente previsto all'articolo 9 della Legge 194/1978 al fine di verificare quali azioni abbiano intrapreso le Asp e le Aziende ospedaliere che all'interno della propria pianta organica non presentino nella misura necessaria figure professionali non obiettori nella misura necessaria a garantire il corretto principio dell'applicazione della legge».

 

A questa interrogazione di Giudiceandrea ne è seguita un'altra, riguardante l'odissea di una donna cosentina che, dopo mille peripezie attraverso i consultori cittadini, ha finito per essere assistita dal consultorio di Lamezia Terme per l'interruzione volontaria di gravidanza. «Tali vicissitudini – continua la nota - si possono considerare un chiaro banco di prova dell'inefficienza dei consultori cosentini in merito all'interruzione volontaria di gravidanza». Il consigliere regionale, in merito all’accaduto, ha concluso dicendo: «La donna si è rivolta ai consultori di Cosenza per usufruire di assistenza per un'eventuale interruzione di gravidanza perché la situazione economica non le permette naturalmente di pagare una visita ginecologica privata, né tanto meno di accedere ad alcun tipo di scorciatoia burocratica, e nemmeno le spese per un eventuale viaggio fuori regione. Sulla base di questi nuovi e continui dati da noi forniti, chiediamo quali azioni urgenti abbiano intenzione di intraprendere le Asp e le Aziende ospedaliere per ottemperare agli obblighi derivanti dalla legge regionale n. 47 del 27 dicembre 2016 al fine di assicurare ogni misura organizzativa necessaria a garantire la puntuale applicazione delle norme e delle disposizioni della Legge 194 del 1978».

 

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