Isola Capo Rizzuto, bimbi disabili senza fisioterapista: mamme in protesta

La professionista che operava nell’ambulatorio è andata in pensione alla fine dello scorso anno e non è stata ancora sostituita. Le famiglie sono preoccupate, vano l’interessamento del Comune

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di Francesca Caiazzo
22 marzo 2021
13:05

Noemi ha quasi tre anni ed è una bambina che ha bisogno di cure speciali. Alla nascita le è stata diagnostica una malattia rara, che richiede terapie, anche quotidiane. Fin da piccolissima, è stata seguita da una fisioterapista in servizio nell’ambulatorio dell’Asp di Isola di Capo Rizzuto, cittadina dove vive con la sua famiglia. Come Noemi, un’altra decina di bambini - tutti portatori di handicap, alcuni dei quali molto gravi – usufruiva di questo importante servizio, fondamentale per migliorare lo stile di vita di questi piccoli pazienti.

Servizio sospeso

Lo scorso mese di dicembre, però, la fisioterapista che operava nel centro è andata in pensione, il posto è rimasto vacante e le attività sono state sospese, arrecando un grave disagio alle famiglie. Secondo quanto appreso, l’Azienda Sanitaria Provinciale si era mossa in tempo per reperire una figura professionale che potesse prendere il suo posto, ma in ambulatorio ancora non si è visto nessuno.


Della vicenda, già mesi fa, si è interessato anche il Comune di Isola di Capo Rizzuto. Il consigliere comunale, Gaspare Cavaliere, e l’assessore comunale alla Sanità, Randolfo Fauci, hanno raccolto il grido d’aiuto delle famiglie, cercando un’interlocuzione con l’Asp, che aveva già avviato le relative procedure di selezione. Ad oggi, però, l’iter non è stato ancora concluso e la fisioterapia ai bambini non è più garantita.

Mamme sul piede di guerra

Purtroppo, l'emergenza Covid e i cambiamenti ai vertici dell’Asp non hanno aiutato. «Noi ci siamo impegnati come amministrazione fin da subito, ma non siamo riusciti ad arrivare a niente – ammette con amarezza Fauci - Volevamo evitare questo disagio alle famiglie, ma soprattutto ai bambini: ogni giorno che passa equivale a mesi che perdono in termini di attività e capacità di recupero. È molto grave che ancora non siano riusciti ad ottenere questo servizio».

Le mamme sono comprensibilmente preoccupate e, in assenza di risposte, si dicono pronte a proteste anche eclatanti pur di salvaguardare la salute e il benessere dei propri bambini.

Giornalista
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