Lamezia, l’ambulanza del 118 e il portellone sorretto da un cacciavite

L’ennesimo scempio della sanità calabrese arriva da un mezzo della Pet di Girifalco giunto al nosocomio della Piana

di Redazione
26 febbraio 2019
19:35
L’ambulanza e il cacciavite
L’ambulanza e il cacciavite

Noi ci affanniamo a denunciare i casi di malasanità, a denunciare gli scandali come quelli relativi alle ambulanze del 118, servizio affidato ai privati a 500 euro al giorno più iva, mentre a detta degli operatori ci sono ambulanze nuove di zecca ferme nei garage di varie Asp della Regione. Gratteri spreca uomini, carta e tempo per far saltare il sistema di illegalità diffuso che gira intorno agli ospedali. Le Iene vengono da Roma per sbugiardare il sistema politico affaristico che intorno ad ospedali come quello di Locri, di Polistena o di Reggio Calabria ogni giorno divora risorse creando voragini finanziarie insanabili. I generali dei Carabinieri assumono ruoli che in una società normale dovrebbero essere affidati a manager qualificati, nella speranza di spezzare il malaffare. E niente, e poi ti ritrovi presso l’ospedale di Lamezia Terme che arriva un’ambulanza dalla Pet di Girifalco con un paziente a bordo il cui portellone è fissato da un mezzo di fortuna: un cacciavite. E già, in fondo che cosa vuoi che sia un portellone di un’ambulanza del 118, al massimo si apre e volano via malati e personale sanitario. Alla vergogna di questa terra ci sarà mai fine?

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