Covid a Mormanno: «Mia madre salvata da medici e infermieri volontari»

La donna positiva al test sierologico è stata assistita grazie all'Usca comunale. Il figlio denuncia: «Il sistema sanitario è andato in tilt»

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di Vincenzo Alvaro
9 novembre 2020
22:47

Maria ha ottantanni, allettata da giorni nella sua casa di Mormanno. Dimenticata da un sistema sanitario che, come ammette il figlio Rocco De Luca, è ormai «andato in tilt» e non riesce a rispondere alle richieste di aiuto dei cittadini.

La sua storia è quella di tanti altri che si trovano in periferia ormai abbandonati al loro destino, salvati solo dalla solerzia dei volontari e dei comuni che si stanno attivando in autonomia per rispondere ai bisogni soprattutto di gente anziana.


Salvata dall'azione di volontari e amici medici

«I primi sintomi sono comparsi dieci giorni fa - racconta il figlio - Mia madre ha iniziato ad avvertire dei dolori muscolari, forte stanchezza e tanti altri piccoli problemi». Giorno per giorno la situazione va peggiorando ed il figlio consulta un amico medico e coinvolge il medico curante che subito prescrive terapia antibiotica e cortisonica in dosi massicce. Nel frattempo corre in farmacia ed acquista un tampone sierologico che da esito di «contatto con la malattia».

 

Inoltre i dati del saturimetro che avevano a casa non lasciano dubbi: i valori della saturazione dell'ossigeno «si erano abbassati di tanto ed allora ci siamo preoccupati». Una settimana fa il medico attiva l'Usca dell'Asp per richiedere un tampone «del quale da otto giorni ancora non sappiamo niente» denuncia Rocco De Luca.

 

Nessuno è mai venuto a farlo né tantomeno si capisce se e quando verranno. «Magari arriveranno quando mia madre si sarà negativizzata» dice con rammarico. Di certo con lo stato di salute così precario sportarla in macchina fino a San Marco Argentano per poterlo effettuare di persona non se ne parla neppure.

L'usca comunale

Per venire incontro al suo bisogno di aiuto si è attivata la Usca comunale voluta dal sindaco di Mormanno, Giuseppe Regina, che insieme alla task force sanitaria del comune ha deciso di coinvolgere su base volontaria medici di base, medici volontari ed infermieri del territorio, per far fronte alle richieste più urgenti. «Ringrazio il medico, il farmacista e l'infermiere che sono venuti a casa perchè di questi tempi è anche difficile trovare persone che siano disposte a venire».

 

Una storia di ordinario abbandono della gente che ha bisogno di cure ed assistenza e che dimostra le «grosse difficoltà» che si hanno in questi giorni per «interagire con il sistema sanitario» aggiunge Rocco De Luca - «Una persona che non ha, come nel mio caso, amici personali o un comune che si attiva si trova oggi in enorme difficoltà». Ora la madre, ancora sotto terapia, sta migliorando ma il figlio chiosa: «se la pandemia va avanti non sapremo come andrà a finire».

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