Ospedale Crotone, Terapia intensiva neonatale a rischio: «Intervengano istituzioni»

VIDEO | È l’appello di Noi Mamme e Bebè che nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme sulla carenza del personale medico che mette a rischio il funzionamento del servizio. L’associazione lancia un appello anche al Comune

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di Francesca Caiazzo
9 gennaio 2021
14:16

È da mesi che l’associazione Noi Mamme e Bebè segue le sorti del reparto di Neonatologia dell’ospedale di Crotone. La carenza di personale medico mette a rischio il funzionamento della Terapia Intensiva Neonatale, che dal 2015 – anno in cui è stata riaperta dopo un lungo stop - ha permesso di salvare la vita a numerosi bambini. Niente sembra essersi mosso, però - neanche dopo il comunicato stampa dei giorni scorsi - così oggi, Marianna Barilari e Vittoria Zurlo, fondatrici dell’associazione, hanno deciso di rialzare la voce, proprio come sei anni fa quando hanno chiesto con forza la riattivazione del servizio.

Giù le mani dalla Tin

«Ci mettiamo nuovamente la faccia, il cuore e le nostre energie – spiega Marianna Barilari, vicepresidente di Noi Mamme e Bebè - per chiedere che non si lasci da solo il reparto della Tin, che è un fiore all’occhiello dell’ospedale di Crotone: non può e non deve essere chiuso». Il rischio di un nuovo stop, purtroppo è più che concreto, visto che i soli 4 medici che operano nel reparto non sono sufficienti a garantire una corretta turnazione. «È un’equipe straordinaria. Sappiamo che fanno turni straordinari e noi li ringraziamo ma non basta» aggiunge Barilari.


Appello alle istituzioni

L’ospedale di Crotone è un punto di riferimento importante per tutto il territorio provinciale e i numeri lo dimostrano: quasi 1500 le nascite nel 2020. «Tutti bambini nati in sicurezza e che ricevono le cure necessarie, grazie alla professionalità di chi opera nel reparto» sottolinea ancora la vicepresidente di Noi Mamme e Bebè.
Se necessario, l’associazione è pronta alla mobilitazione e in una diretta Facebook sono state chiamate a raccolta tutte le mamme associate. Ma l’appello è rivolto soprattutto alle istituzioni: «Abbiamo scelto di essere qui davanti al palazzo comunale per invitare il sindaco, la giunta e i consiglieri a sposare questa importante causa perché il reparto non può essere lasciato solo».

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