Policlinico Catanzaro: «Cardiochirurgia fiore all’occhiello, ora più posti di terapia intensiva»

L'impegno assunto da commissario Giuliano, mentre per il primario Mastroroberto l'obiettivo «è la riduzione dell'emigrazione di pazienti affetti da patologie cardiovascolari verso altre regioni o all'estero»

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25 giugno 2021
18:03

«La cardiochirurgia è il fiore all'occhiello dell'azienda universitaria Mater Domini. Lunedì prossimo incontreremo il professore con l'obiettivo di incrementare i posti di terapia intensiva in tempi celeri». L'impegno è stato assunto dal commissario straordinario del policlinico di Catanzaro, Giuseppe Giuliano, nel corso del VII simposio internazionale "Complex diseases of thoracic and thoraco-abdominal aorta”, concluso nella giornata di ieri. Una risposta ad una istanza rivolta a più riprese da Pasquale Mastroroberto, ordinario di Chirurgia Cardiaca all’Università Magna Graecia di Catanzaro e direttore della Unità operativa complessa di Cardiochirurgia, sede della scuola di specializzazione. 

Qualcosa sta cambiando

Una iniziativa che ha registato interventi di notevole prestigio ed elevato spessore scientifico e che si è conclusa con la consapevolezza che in Calabria qualcosa di positivo riguardo alla sanità sta accadendo, con particolare riferimento alla cura delle malattie cardiovascolari. Molti significativi in tal senso i saluti del rettore dell'università Magna Grecia di Catanzaro, Giovambattista De Sarro, del commissario straordinario del policlinico, Giuseppe Giuliano, del presidente del nucleo di valutazione e già rettore, Francesco Saverio Costanzo, del presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, Agostino Gnasso e del direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Giuseppe Viglietto: tutti concordi nel riconoscere e testimoniare i risultati e la crescita in questi ultimi anni della Cardiochirurgia Universitaria sotto il profilo della didattica, della ricerca e dell’assistenza sanitaria.


Potenzialità

In particolare, il rettore De Sarro ha dichiarato: «Io credo da tempo nelle potenzialità della cardiochirurgia di Catanzaro e del professor Mastroroberto». Quest’anno, l’evento - patrocinato dalla Università catanzarese, dal dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica e dalla Società Italiana di Chirurgia Cardiaca - partito dall'Auditorium del Campus Universitario “Salvatore Venuta”, si è svolto in forma “Live-Streaming” per i noti problemi legati alla pandemia Covid-19. Di grande rilievo la partecipazione via web, con oltre mille iscritti che rappresentano un numero raddoppiato rispetto alla edizione del 2019. «Sono particolarmente soddisfatto ed orgoglioso – ha dichiarato il professor Pasquale Mastroroberto – sia per l’alto profilo dei docenti che hanno accettato di portare la loro esperienza in questo che ormai è considerato un congresso di portata internazionale che per l’elevato numero di iscrizioni, anche grazie a partecipanti di paesi europei ed extraeuropei».

Emigrazione sanitaria

«Vorrei sottolineare – ha aggiunto – che eventi del genere non possono che portare ad un progressivo sviluppo della sanità calabrese ed alla conseguente riduzione della emigrazione di pazienti affetti da patologie così drammaticamente importanti verso altre regioni italiane o addirittura all’estero, con un corrispondente beneficio economico per la Calabria. I cittadini calabresi devono essere coscienti che alcuni settori della sanità, quale quello della cura delle patologie cardiovascolari, sono ben rappresentati con tecnologie all’avanguardia e risultati di eccellenza, per cui è indispensabile un rafforzamento, soprattutto sotto l’aspetto dell’incremento del personale medico, infermieristico e di operatori socio sanitari».

Interventi

Hanno partecipato relatori internazionali del calibro di Joseph Bavaria, Leonard Girardi, Alberto Pochettino ed Eric Roselli (USA), Thierry Carrel (Svizzera), Martin Czerny e Kostantinos Tsagakis (Germania), Gebrine El Khoury (Belgio), Thierry Folliguet (Francia), Hitoshi Ogino (Giappone), Kay-Hyun Park (Corea del Sud), Bashi V.Vrlayudhan (India); mentre dall’Italia sono stati presenti Gino Gerosa (Padova) e Roberto Di Bartolomeo (Bologna) entrambi già presidenti della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca, Massimo Chello (Roma), Gabriele Jannelli (Napoli), Davide Pacini (Bologna), Angelo Pan (Cremona), Mario Tumbarello (Siena) e Mario Fabbrocini (Alessandria). Importante anche la rappresentanza di docenti e medici sia dell’Università “Magna Graecia” che dell’A.O.U. “Mater Domini”e delle tre aziende ospedaliere regionali.              

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