La denuncia

Sant’Anna, le ditte non concedono più dispositivi medici a credito: «Tre pazienti a rischio di morte»

Il management della clinica batte cassa all'Asp di Catanzaro con una lettera che è anche un esposto alla Procura della Repubblica per negazione del diritto alla salute e procurato danno

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di Luana  Costa
24 luglio 2021
17:00

Accarezza le corde del "cuore" la clinica Sant'Anna Hospital di Catanzaro che, dopo aver ottenuto il via libera sul contratto 2020 e su quello 2021 dall'azienda sanitaria provinciale, tenta di battere cassa attraverso una nota che è anche una formale denuncia alla Procura della Repubblica. La consistente esposizione debitoria accumulata sinora dalla struttura assistenziale, che opera nel campo della cardiochirurgia, le impedisce di eseguire alcuni interventi in emergenza perché nei fatti le ditte fornitrici non concedono più dispositivi medici a credito.

«Rischio di morte»

La nota trasmessa all'azienda sanitaria provinciale, al commissario ad acta Guido Longo e al procuratore della Repubblica Nicola Gratteri porta la firma del 22 luglio e avverte sul «rischio di morte» in cui potrebbero incorrere «tre pazienti che devono essere sottoposti ad intervento di aneurisma aortico». I tre sono stati ricoverati nella clinica dopo il trasferimento «da altri centri di riferimento per l'alta complessità» ma «la grave crisi finanziaria procurata all'azienda ha fortemente condizionato la capacità di ottemperare alla obbligatorietà dei mezzi nell'esercizio delle attività sanitarie». 


Batte cassa

In buona sostanza, le ditte fornitrici concedono i devices per eseguire gli interventi salva-vita ma solo dietro «pagamento pronta consegna». La corda, insomma, si è spezzata e le aziende non forniscono più credito alla clinica indebitata fino al collo ma con una consistente mole di crediti da riscuotere. Questo è infatti l'obiettivo della missiva in cui si snocciolano le cifre delle somme attese, almeno 10 milioni di euro - «già validati dal nucleo operativo di controllo dell'Asp» - per le prestazioni già erogate nell'annualità 2020.

L'esposto in Procura

In complessivo per il contratto 2020 sarebbero 23 i milioni a cui si devono aggiungere i quasi 6 milioni e mezzo di una fattura già oggetto di contenzioso con l'Asp di Catanzaro e pronunciamento di una sentenza emessa dalla Corte d'Appello. «In caso di riscontro negativo tale lettera assume la funzione di esposto agli organi giudiziari per negazione del diritto di salute ed alle cure e procurato danno» annotano in calce alla nota il presidente del consiglio d'amministrazione, Giovanni Parisi, e il direttore sanitario, Soccorso Capomolla.

Giornalista
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